Acque più protette in Europa: le nuove regole contro PFAS, pesticidi e farmaci
Una volta completato l’iter legislativo, gli Stati membri avranno tempo fino al 2039 per adeguarsi pienamente ai nuovi standard.
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LL’Unione Europea ha aggiornato la normativa sulla qualità delle acque, introducendo standard più severi e un monitoraggio più avanzato degli inquinanti. Il Consiglio UE ha infatti adottato una nuova direttiva che rafforza la tutela delle risorse idriche, ampliando l’elenco delle sostanze pericolose da controllare e allineando la legislazione alle più recenti evidenze scientifiche, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle acque superficiali e sotterranee, proteggendo ecosistemi acquatici, salute pubblica e disponibilità di risorse idriche sicure in un contesto sempre più segnato da inquinamento chimico e cambiamenti climatici.
PFAS, farmaci e pesticidi tra gli inquinanti sotto osservazione
Tra le principali novità della direttiva figura l’ampliamento delle sostanze monitorate. Entrano nel radar europeo diversi prodotti farmaceutici, pesticidi, bisfenoli e PFAS, le cosiddette “sostanze chimiche eterne” note per la loro elevata persistenza nell’ambiente.
Questi composti sono sempre più diffusi nelle acque a causa delle attività industriali, agricole e domestiche. La loro presenza può avere effetti negativi sugli ecosistemi acquatici e sulla salute umana, soprattutto quando si accumulano nel tempo o interagiscono tra loro.

Per la prima volta la normativa introduce anche criteri per valutare il rischio cumulativo derivante dalla combinazione di più sostanze chimiche. Un passo importante, perché l’esposizione reale agli inquinanti avviene spesso attraverso miscele e non singole sostanze isolate.
Acque in UE, verso standard ambientali più severi e nuovi indicatori
La direttiva stabilisce anche limiti più stringenti per diverse sostanze già regolamentate, con l’obiettivo di ridurne ulteriormente la presenza nei fiumi, nei laghi e nelle falde acquifere. Tra gli strumenti innovativi figurano anche nuovi indicatori ambientali inseriti nelle liste di controllo europee, tra cui quelli relativi a microplastiche e resistenza antimicrobica. Si tratta di fenomeni emergenti che rappresentano una crescente minaccia sia per gli ecosistemi sia per la salute pubblica.
Un altro pilastro della direttiva riguarda il rafforzamento degli obblighi di monitoraggio e rendicontazione per gli Stati membri: i Paesi dell’UE dovranno fornire dati più completi e comparabili sulla qualità chimica e biologica delle acque.

Tra le novità spicca il monitoraggio basato sugli effetti, che consente di valutare l’impatto complessivo delle miscele di sostanze sugli organismi acquatici. Inoltre, la normativa apre all’utilizzo di tecnologie di telerilevamento e osservazione della Terra per migliorare raccolta e analisi dei dati ambientali.
I tempi di attuazione e i prossimi passaggi
Dopo l’adozione in Consiglio, il Parlamento europeo dovrebbe procedere con la votazione finale entro la primavera. Una volta completato l’iter legislativo, gli Stati membri avranno tempo fino al 2039 per adeguarsi pienamente ai nuovi standard, mentre per alcune sostanze con limiti più restrittivi la scadenza è fissata al 2033.