Emissioni globali ancora in aumento nel 2025: nuovo record a 60,6 miliardi di tonnellate
La Cina ha visto diminuire per la prima volta dal 2015 le emissioni del settore energetico, mentre gli Usa hanno registrato un aumento.
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LLe emissioni globali di gas serra continuano a crescere e nel 2025 hanno raggiunto un nuovo massimo storico. Secondo i dati pubblicati da Climate TRACE, lo scorso anno le emissioni mondiali sono aumentate dello 0,50%, pari a oltre 303 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, arrivando a 60,63 miliardi di tonnellate complessive. Anche il metano ha segnato un nuovo record: le emissioni globali di CH₄ sono cresciute dell’1,03%, toccando 412,59 milioni di tonnellate, dopo il temporaneo calo registrato nel 2024.
Combustibili fossili e trasporti trainano la crescita
Nonostante un leggero calo nel settore energetico, le attività legate ai combustibili fossili, ai trasporti, al manifatturiero e all’edilizia hanno contribuito all’aumento complessivo delle emissioni.
Il comparto con la crescita più marcata è stato quello della produzione di petrolio e gas, con un incremento del 4,1%, pari a oltre 163 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente. Si tratta dell’aumento più significativo tra i 64 sottosettori monitorati. La Russia ha avuto un ruolo centrale in questa dinamica, ma aumenti rilevanti si sono registrati anche in Kazakistan, Cina, Arabia Saudita e Brasile, dove le emissioni legate alla produzione di petrolio e gas sono cresciute addirittura del 29%.

Il settore energetico resta comunque la principale fonte di emissioni globali, rappresentando il 26% del totale. Nel 2025 ha però registrato un lieve calo dello 0,13%, il primo dalla pandemia, grazie soprattutto alla riduzione della produzione elettrica in India e Cina.
Cina e Stati Uniti: stabilità apparente
Cina e Stati Uniti restano i due maggiori emettitori al mondo. Nel 2025 entrambi hanno mostrato un aumento contenuto delle emissioni, con la Cina che ha registrato una crescita dello 0,28%, il valore più basso dall’inizio delle rilevazioni Climate TRACE nel 2015.
Per la prima volta, le emissioni del settore energetico cinese sono diminuite dello 0,39%, segnale che la diffusione delle rinnovabili sta iniziando a incidere in modo concreto. Tuttavia, questo calo è stato compensato dall’aumento delle emissioni nel trasporto su strada, cresciute del 4,76%.
Negli Stati Uniti, invece, le emissioni complessive restano sostanzialmente in linea con i livelli del 2015. Nel 2025 il settore energetico ha però registrato un aumento dell’1,8%, mentre le attività legate ai combustibili fossili hanno mostrato una lieve diminuzione. Il calo cinese nel comparto energetico è stato di fatto annullato dall’aumento statunitense.
L’India in controtendenza
Un dato significativo riguarda l’India, che nel 2025 ha registrato la maggiore riduzione assoluta di emissioni tra i grandi Paesi. Per la prima volta dal 2020, le emissioni del settore energetico indiano sono diminuite del 2,6%, nonostante la crescita economica e l’aumento della domanda elettrica.
Il rallentamento delle emissioni in Cina e India suggerisce che l’espansione delle energie rinnovabili stia iniziando a produrre effetti misurabili, anche in economie in forte crescita.
Crescita ancora lontana dagli obiettivi climatici
A livello globale, il tasso di crescita delle emissioni si è ridotto rispetto alla media del periodo 2015-2023, passando da un aumento annuo dell’1,1% a uno dello 0,5% negli ultimi due anni. Escludendo il 2020, si tratta della crescita più lenta dall’Accordo di Parigi. Quasi tutti i mesi del 2025, però, hanno registrato emissioni superiori rispetto al 2024, segno che la traiettoria globale resta incompatibile con gli obiettivi climatici.

Il quadro che emerge è quello di una transizione ancora incompleta: mentre alcuni settori e Paesi mostrano segnali di inversione, l’espansione delle attività legate ai combustibili fossili continua a compensare i progressi. La sfida resta quella di accelerare la decarbonizzazione su scala globale, trasformando il rallentamento della crescita delle emissioni in una vera e propria inversione di tendenza.