Atlantic City, nel depuratore arriva il primo sistema al mondo contro le microplastiche

L’impianto dell’Atlantic County Utilities Authority è il primo al mondo in grado di filtrare le microplastiche.

Atlantic City, nel depuratore arriva il primo sistema al mondo contro le microplastiche

LL’Atlantic County Utilities Authority, che gestisce il depuratore di Atlantic City, nel New Jersey, ha scelto un approccio inedito per eliminare le microplastiche dalle proprie acque reflue. L’impianto adotta una tecnologia sviluppata da due ex studenti dell’Università di Princeton ed è, secondo l’ente, il primo del suo genere al mondo. L’installazione è interamente finanziata da un fondo federale e punta a evitare che le microplastiche finiscano nell’oceano, a tutela della vita marina e delle persone. Il sistema è stato installato questa settimana, al termine di due anni di programma pilota.

Come funziona la tecnologia

La soluzione è stata ideata da PolyGone Systems, startup fondata da Nathanial Banks e Yidian Liu. Il sistema riproduce il comportamento di alcune piante ultraidrofobiche presenti nelle zone umide, alle quali le microplastiche aderiscono con facilità, in modo da poterle poi rimuovere dall’acqua.

PolyGone Systems
© Credits: PolyGone Systems

“Segna una nuova era per l’innovazione nel trattamento delle acque: possiamo costruire sistemi molto grandi e scalabili che usano pochissimo materiale e pochissima energia per trattare contaminanti molto difficili“, ha spiegato Banks, cofondatore e amministratore delegato dell’azienda. “Avere il primo sistema al mondo di questo tipo nella contea di Atlantic è piuttosto insolito”.

Secondo i fondatori, la tecnologia ha eliminato oltre il 98% delle microplastiche in condizioni di laboratorio controllate. Per il sistema commerciale non ci sono ancora dati, ma i fondatori si dicono fiduciosi che continuerà a rimuoverne la maggior parte. Le ricerche condotte dall’azienda indicano inoltre che il metodo è tanto più efficace quanto più piccole sono le particelle.

Yidian Liu, cofondatrice e direttrice operativa, ha sottolineato anche il design curato dei dispositivi, che attribuisce alla formazione da studenti di architettura. “Ci piace come prodotti eleganti come l’iPhone riescano a risolvere problemi molto complessi con soluzioni semplici ma di bell’aspetto, e vogliamo dare questa impronta ai nostri Polypod”, ha detto.

Perché le microplastiche arrivano nei depuratori

La plastica non è biodegradabile: con il tempo si frammenta in particelle sempre più piccole, le microplastiche, che persistono nell’ambiente e si accumulano negli organismi viventi. Possono arrivare agli impianti di depurazione attraverso gli scarichi degli stabilimenti industriali, il dilavamento delle acque piovane, che raccoglie ad esempio residui degli pneumatici dei veicoli, e il lavaggio domestico di capi che le contengono.

Depurazione Acque Reflue

Al momento non esistono norme statali o federali che impongano di rimuovere le microplastiche dalle acque reflue o da quelle potabili. Secondo l’ente di Atlantic County, intervenire è comunque fondamentale, perché i depuratori scaricano le acque trattate in corsi d’acqua e nell’oceano Atlantico. “Scarichiamo nell’oceano. Se non togliamo la plastica dalle nostre acque reflue, la rimettiamo nell’ambiente”, ha dichiarato Matt DeNafo, presidente dell’Atlantic County Utilities Authority. “Finisce nei pesci che mangiamo, perfino nell’acqua con cui ci laviamo. Diventa una questione di salute umana”.

I rischi per la salute, tra evidenze e incognite

Microplastiche e nanoplastiche sono spesso invisibili a occhio nudo e vengono ingerite con facilità. Particelle di questo tipo sono state rilevate nel sangue umano, nel tessuto cerebrale e in altri organi, e alcuni ricercatori ritengono che l’esposizione possa aumentare il rischio di infarto o ictus. La ricerca è però ancora in corso e gli scienziati non conoscono con precisione gli effetti specifici sull’organismo.

Le prossime tappe

Liu e Banks hanno già avviato un sistema analogo per un impianto di depurazione in California e si dicono interessati a ridurne le dimensioni per applicazioni domestiche.

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