Mediterraneo a 33 gradi: le temperature record alimentano il rischio Medicane in autunno
Una boa dell’agenzia spagnola Aemet ha registrato 33,02°C al largo di Maiorca. Mediterraneo oltre 4 gradi sopra la media stagionale.
Altre news
Credits: Pixabay
IIn quella che ha tutte le carte in regola per essere l’estate più calda degli ultimi anni, il Mar Mediterraneo ha raggiunto un nuovo record di temperatura: una boa dell’agenzia meteorologica spagnola Aemet ha registrato 33,02°C nelle acque al largo di Maiorca. L’agenzia ha precisato che la temperatura superficiale del mare è “di oltre 4 gradi superiore alla media del periodo nel Mediterraneo occidentale e di circa 3 gradi superiore a quella del Mar Cantabrico“. Il dato preoccupa gli esperti non soltanto per il disagio immediato, ma anche e soprattutto per le conseguenze che potrebbero arrivare nei prossimi mesi.
Mediterraneo, una sequenza di record
Negli ultimi anni i primati nel Mediterraneo si sono moltiplicati. Nell’agosto del 2024 furono misurati 30°C al largo di Nizza, in Francia. Poche settimane dopo, i termometri raggiunsero i 31,96°C sulla costa di fronte a El-Arish, in Egitto.

Il record attuale di Maiorca si inserisce in una traiettoria di riscaldamento costante che trova conferma anche nei dati globali: il 31 marzo scorso il servizio Copernicus aveva certificato una temperatura media sulla superficie degli oceani mondiali superiore ai 21°C, quasi 0,5 gradi in più rispetto alla media del periodo 1992-2022.
Il rischio Medicane in autunno
“Le ripetute ondate di caldo non si ripercuotono solo sulle temperature dell’aria ma anche del mare. In Adriatico sono stati superati i 30 gradi e al largo delle Baleari i 33 gradi: è una notizia che ci deve inquietare soprattutto in vista dell’autunno“, avverte Luca Lombroso, meteorologo e divulgatore scientifico. “È in quella stagione che pagheremo il prezzo di questa situazione“.

Secondo l’esperto, “temperature di questo tipo rappresentano un combustibile esplosivo: siamo sopra la soglia oltre la quale si formano addirittura gli uragani. La nostra fortuna è che il Mediterraneo non presenta condizioni geografiche tropicali, tuttavia questa energia potrà trasformare le normali perturbazioni nei cugini stretti degli uragani, ovvero i Medicane, che possono scaricare enormi quantitativi di pioggia. È il prezzo dell’inazione sul clima di tutti questi anni“.
Gli effetti sugli ecosistemi marini
Le temperature oceaniche così elevate incidono anche profondamente sugli ecosistemi marini: alterano la vita della fauna acquatica, provocano lo sbiancamento e la morte delle barriere coralline e modificano le correnti, mentre le acque troppo calde impediscono anche il normale raffrescamento dell’aria tipico delle zone costiere, aumentando l’umidità disponibile per alimentare fenomeni estremi, soprattutto dopo prolungati periodi di caldo.