ONU: il livello dei mari si alza sempre più in fretta e il processo è irreversibile

Il tasso annuo di innalzamento dei mari è più che raddoppiato dal 1992 a 4,5 mm l’anno. Entro fine secolo potrebbe superare i 10 mm annui.

ONU: il livello dei mari si alza sempre più in fretta e il processo è irreversibile

LL’innalzamento del livello dei mari sta accelerando rapidamente ed è irreversibile. È la conclusione principale del rapporto speciale A/81/74, elaborato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite per l’81ª sessione dell’Assemblea Generale e presentato il 31 agosto a Palau. Il documento analizza le cause – riscaldamento globale, espansione termica degli oceani, scioglimento di ghiacciai e calotte polari – e lancia un appello urgente all’abbandono dei combustibili fossili per contenere le minacce sugli 1,2 miliardi di persone esposte al rischio di inondazioni.

I dati sul livello dei mari: accelerazione senza precedenti

Il tasso annuo di innalzamento del livello del mare è più che raddoppiato negli ultimi decenni: da 2,1 mm all’anno nel 1992 è passato a 4,5 mm all’anno nel 2024. Le proiezioni indicano che supererà i 10 mm all’anno entro la fine del secolo. Le emissioni di gas serra hanno inoltre quadruplicato la frequenza degli eventi di innalzamento estremo del livello del mare dal 1900.

innalzamento mari cause

Quando questi impatti sono così tangibili, centinaia se non migliaia di morti per le inondazioni in Nepal, decine di migliaia per le ondate di calore in tutta Europa, danni economici stimati in centinaia di miliardi di dollari, il campanello d’allarme è assordante“, ha dichiarato Bill Hare, CEO di Climate Analytics, tra i relatori della presentazione.

Non basta più il limite di 1,5°C

Uno degli avvertimenti più significativi del rapporto riguarda gli obiettivi climatici in vigore: limitare il riscaldamento globale a 1,5°C non sarebbe sufficiente a impedire un innalzamento del livello del mare di diversi metri causato dallo scioglimento dei ghiacci antartici. I governi dovrebbero, secondo il rapporto, puntare a ridurre il riscaldamento globale ben al di sotto di questa soglia entro la fine del secolo. La maggior parte degli atolli, avverte il rapporto, potrebbe diventare inabitabile entro la metà del secolo.

Le conseguenze concrete

L’innalzamento del livello del mare produce effetti a cascata: aggrava l’impatto degli eventi meteorologici estremi, provoca erosione costiera e distrugge infrastrutture. L’infiltrazione di acqua salata nelle falde idriche e nei terreni agricoli compromette la disponibilità di acqua potabile e la produttività agricola. Per i piccoli Stati insulari e le comunità a bassa quota rappresenta una minaccia diretta alla sopravvivenza dei territori e dei patrimoni culturali. Sul piano sociale, l’inabitabilità progressiva delle fasce costiere sta già aumentando i flussi di migrazione climatica.

La Spagna punta a istituire 23 nuove aree marine protette
© Credits: Pixabay

Il rapporto affronta anche le implicazioni sul diritto internazionale, sostenendo che la sovranità degli Stati non debba venire meno qualora il loro territorio emerso venga sommerso, e raccomandando di mantenere fisse le linee di base e i confini delle Zone Economiche Esclusive per prevenire contenziosi geopolitici.

Gli obiettivi richiesti

Per contenere il fenomeno, il rapporto sollecita un’accelerazione immediata delle politiche climatiche: raggiungere il picco globale di emissioni e ridurle del 43% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019, e del 60% entro il 2035. Le misure indicate comprendono il triplo delle energie rinnovabili, il raddoppio dell’efficienza energetica, l’abbandono dei combustibili fossili e l’arresto della deforestazione.

rimaniamo in contatto

Per ricevere aggiornamenti lasciaci il tuo indirizzo email

Consigliati per te
La Spagna punta a istituire 23 nuove aree marine protette nelle Canarie e nel Mediterraneo
La Spagna punta a istituire 23 nuove aree marine protette nelle Canarie e nel Mediterraneo

Il ministero spagnolo per la Transizione Ecologica avvia la consultazione pubblica sulla proposta per 23 nuove aree marine protette.

Record storico: il 22 agosto gli oceani hanno raggiunto la temperatura media più alta mai registrata
Record storico: il 22 agosto gli oceani hanno raggiunto la temperatura media più alta mai registrata

Il picco in agosto, quando le temperature degli oceani di solito calano, è particolarmente significativo. I dati di Copernicus.

Incendi in tutta Europa: quasi 500mila ettari bruciati in due mesi
Incendi in tutta Europa: quasi 500mila ettari bruciati in due mesi

Dalla Francia alla Grecia, dal Belgio all’Italia: il costo del ripristino dopo gli incendi supera i 5 miliardi di euro.

iscriviti alla newsletter