La Spagna punta a istituire 23 nuove aree marine protette nelle Canarie e nel Mediterraneo
Il ministero spagnolo per la Transizione Ecologica avvia la consultazione pubblica sulla proposta per 23 nuove aree marine protette.
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Credits: Pixabay
IIl governo spagnolo ha avviato una consultazione pubblica per la creazione di 23 nuove aree marine protette nelle Isole Canarie e nel Mar Mediterraneo, per una superficie complessiva di 22.405 chilometri quadrati. L’iniziativa, presentata a luglio dal ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica (Miteco), punta a portare la quota di acque spagnole sotto protezione al 24,53%, avvicinandosi all’obiettivo internazionale del 30×30, proteggere almeno il 30% dei mari del pianeta entro il 2030.
Cosa comprende la proposta della Spagna
Ventuno delle 23 aree verranno designate come siti di interesse comunitario (SIC) nell’ambito della rete Natura 2000, lo strumento principale della politica UE per la conservazione della biodiversità. Le altre due saranno zone di protezione speciale per gli uccelli marini.

La maggior parte delle aree riguarda le Isole Canarie: 17 dei 21 SIC proposti insistono sull’arcipelago atlantico per 2.209 km², mentre le due zone di protezione speciale copriranno 14.855 km². Altri quattro SIC – per un totale di 5.341 km² – sono stati proposti nel Mediterraneo, al largo delle coste di Valencia, Almería, Granada e dell’isola di Maiorca.
Le specie che la proposta mira a tutelare includono posidonia, tartarughe, cetacei, barriere coralline e canyon sottomarini, oltre agli uccelli marini come la berta e il petrello.
I ritardi della Spagna
La proposta arriva in un momento di pressione crescente su Madrid. Finora la Spagna ha messo sotto protezione circa 240.000 km² di acque, ma ha subìto procedure di infrazione dalla Commissione europea per il numero insufficiente di siti.

Le organizzazioni ambientaliste denunciano che anche all’interno delle aree già designate non vengono implementate misure di protezione adeguate, con pratiche dannose come la pesca a strascico ancora consentite. Uno studio pubblicato su Marine Policy ha rilevato che in quasi due terzi dei mari spagnoli sottoposti a protezione non viene fatto abbastanza per tutelare la biodiversità.
La consultazione pubblica avviata dal ministero durerà fino al 15 settembre. Nel frattempo le aree coinvolte godranno di un livello di tutela maggiore rispetto al passato, senza che questo incida su attività come la pesca e la navigazione.