Le città amiche degli impollinatori sono città più sane per le persone: il report del WWF
Oltre il 75% delle colture alimentari dipende dagli impollinatori, ma api, farfalle e sirfidi sono in declino.
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GGli ambienti urbani favorevoli agli impollinatori sono anche ambienti più sani, vivibili e resilienti per noi. È il messaggio centrale del report La città degli impollinatori: più spazio alla natura, più benessere per le persone, realizzato dal WWF in occasione della decima edizione di Urban Nature 2026, il festival della natura in città che si svolgerà in oltre 100 piazze italiane nel weekend del 3 e 4 ottobre.
Perché gli impollinatori sono essenziali
Oltre il 75% delle principali colture alimentari mondiali dipende, in misura parziale o totale, dall’impollinazione animale. Eppure questi organismi stanno vivendo un declino senza precedenti: a livello europeo, quasi il 40% dei sirfidi, il 15% delle farfalle e il 10% delle api selvatiche registrano popolazioni in costante contrazione.

Le cause principali sono la perdita e frammentazione degli habitat, l’intensificazione agricola, l’uso di pesticidi, l’inquinamento e gli effetti della crisi climatica.
Il modello della “Città degli impollinatori”
Di fronte a questa emergenza, il WWF propone una visione degli spazi urbani come parte di una rete ecologica: parchi, prati fioriti, alberature, orti urbani, balconi e tetti verdi come habitat preziosi tanto per gli impollinatori quanto per la qualità della vita delle persone. Le stesse caratteristiche che favoriscono api e farfalle – presenza di alberi, suoli permeabili, riduzione dell’inquinamento – contribuiscono a migliorare la salute umana, ridurre l’effetto isola di calore e aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici.

Il report sottolinea come ogni scelta, pubblica e privata, possa avere un effetto moltiplicatore: riduzione dei pesticidi, scelta di specie vegetali autoctone, fioriture distribuite nell’arco dell’anno, mantenimento di aree naturali e creazione di piccoli habitat diffusi sono interventi che, integrati tra loro, rafforzano la biodiversità urbana e migliorano la qualità degli ambienti per i cittadini.
Il quadro normativo europeo
Il messaggio di Urban Nature si inserisce nel percorso di attuazione della Nature Restoration Law, che all’articolo 8 stabilisce obiettivi specifici per il ripristino degli ecosistemi urbani. Il regolamento fissa una tabella di marcia precisa: nessuna perdita netta di verde urbano e di copertura arborea entro il 2030 rispetto ai livelli del 2024, e un incremento progressivo a partire dal 2031. Il WWF chiede a Ministero dell’Ambiente, Regioni e Comuni di attuarla senza ritardi, mettendo a disposizione degli enti locali dati aggiornati e risorse adeguate.