Carburante per aerei ricavato dall’olio di cocco: il test in Giappone supera l’esame

I ricercatori dell’Università Metropolitana di Osaka hanno testato carburante per aerei da cocco in un piccolo turboreattore: i risultati.

Carburante per aerei ricavato dall’olio di cocco: il test in Giappone supera l’esame

UUn carburante per aviazione ricavato dall’olio di cocco ha superato un test cruciale: miscelato con il convenzionale Jet A-1 in varie proporzioni e testato in un piccolo turboreattore, ha mostrato un’efficienza termica paragonabile al carburante standard, riducendo al contempo le emissioni di idrocarburi. Lo studio, condotto da un team dell’Università Metropolitana di Osaka in Giappone, apre una prospettiva concreta per la decarbonizzazione parziale dell’aviazione nel breve termine.

Come è stato prodotto il carburante

I ricercatori hanno sviluppato il biocombustibile con un metodo co-solvente, combinando estratti di olio di cocco con acetone e alcol a temperatura ambiente e pressione normale – un vantaggio rispetto a molti processi produttivi di biocarburanti che richiedono alte temperature o pressioni intense. Il processo ha prodotto due varianti: FAME (ottenuto con metanolo) e FAEE (ottenuto con etanolo), entrambi appartenenti alla famiglia del biodiesel.

Carburante per aerei ricavato dall'olio di cocco
© Credits: Pixabay

L’olio di cocco è stato scelto perché le sue catene di acidi grassi assomigliano da vicino alle catene idrocarburiche del carburante per aerei convenzionale, richiedendo una lavorazione relativamente limitata per avvicinarsi alla struttura molecolare del Jet A-1.

I risultati del test

Le miscele biocombustibile-Jet A-1 sono state testate in un piccolo turboreattore misurando consumo, efficienza termica ed emissioni. I risultati mostrano un compromesso: all’aumentare della proporzione di biocarburante, il consumo aumenta leggermente – probabilmente per differenze nel potere calorifico – ma l’efficienza termica rimane costante su tutte le miscele testate. Gli aerei potrebbero quindi adottare queste miscele senza riprogettare i motori esistenti.

Carburante per aerei ricavato dall'olio di cocco
© Credits: Pixabay

Sul fronte delle emissioni, gli idrocarburi calano notevolmente all’aumentare della quota di biocombustibile, mentre CO₂ e ossidi di azoto non mostrano variazioni significative rispetto al carburante convenzionale – un beneficio netto senza nuovi compromessi.

Un’opportunità circolare per il Sud-Est asiatico

Circa il 30% delle noci di cocco raccolte nel Sud-Est asiatico viene scartato perché non rispetta gli standard commerciali per uso alimentare o cosmetico. Questo materiale di scarto potrebbe diventare una fonte costante di materia prima per la produzione di biocarburante per l’aviazione, creando una filiera circolare che non compete con la produzione alimentare né richiede nuove terre agricole.

La ricerca ha anche implicazioni per la sicurezza energetica regionale: una fonte di biocarburante locale potrebbe ridurre la vulnerabilità alle perturbazioni del mercato globale dei combustibili, sostenendo al contempo le comunità agricole della filiera del cocco.

I passi successivi

I ricercatori indicano come priorità il miglioramento dell’efficienza del consumo di carburante e lo sviluppo di motori in grado di funzionare al 100% a biocombustibile, invece che con miscele. Restano da completare i test sulla stabilità di stoccaggio a lungo termine e sulla compatibilità con i materiali aeronautici esistenti, oltre a una valutazione completa del ciclo di vita – dall’estrazione del cocco alla combustione – per confrontare il bilancio ambientale con altri carburanti sostenibili già disponibili sul mercato, come quelli da olio da cucina esausto o da alghe.

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