Singapore pianterà oltre un milione di alberi per combattere il caldo urbano
Le misurazioni sul campo mostrano riduzioni dello stress termico fino a 5°C nelle aree ombreggiate. Il progetto a Singapore.
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SSingapore ha avviato nel 2020 il programma OneMillionTrees, con l’obiettivo di piantare un milione di alberi aggiuntivi entro il 2030. Il National Parks Board ha annunciato nel 2023 di poter raggiungere il traguardo entro il 2027, tre anni prima del previsto. Ma quanti gradi di sollievo termico può realmente garantire un albero urbano in una città calda e umida come Singapore?
Singapore. Cosa misurano davvero i dati
La cifra più citata – fino a 2,6°C di raffreddamento lungo le strade alberate – proviene da una ricerca condotta a Dresda, in Germania, su sei specie arboree. Applicarla direttamente a Singapore richiede cautela: si tratta di misurazioni in un contesto climatico molto diverso.

Più pertinente è uno studio condotto da Lei Xu e Ronita Bardhan, che ha confrontato 20 coppie di punti esposti al sole e all’ombra durante un pomeriggio particolarmente caldo a Singapore. La temperatura dell’aria è scesa in media di 0,8°C, ma l’indice UTCI, quello che misura lo stress termico percepito tenendo conto di radiazione, umidità e vento, ha mostrato riduzioni medie di 3,1°C, con punte tra i 3°C e i 5°C nelle aree con verde abbondante o strutture artificiali di ombreggiatura. “La pianificazione dei nuovi quartieri dovrebbe considerare che l’ombreggiatura non è solo verde“, ha dichiarato Bardhan.
Alberi e risparmio energetico negli edifici
Un secondo studio, condotto da Naika Meili, ha modellato l’impatto degli alberi sul fabbisogno di aria condizionata in sette climi urbani caldi, inclusa Singapore. Il principale fattore di riduzione dei consumi è risultato l’ombreggiatura diretta degli edifici, non il semplice abbassamento della temperatura esterna.
Nelle città umide, i risparmi energetici estivi stimati per il raffreddamento si attestano tra il 6% e il 9%, contro il 17% di città calde e secche come Riad e Phoenix. L’umidità complica il quadro: gli alberi rilasciano umidità nell’aria, che i condizionatori devono poi rimuovere. Nelle città tropicali, i guadagni più efficienti si registrano generalmente fino a circa il 40% di copertura arborea, con benefici aggiuntivi decrescenti oltre questa soglia.
I limiti: alberi giovani e flusso d’aria
Una revisione di 182 studi pubblicata su Communications Earth & Environment ha evidenziato che l’efficacia del raffreddamento dipende da clima, morfologia urbana e caratteristiche degli alberi: chiome molto dense possono intrappolare il calore notturno e ostacolare la circolazione dell’aria, riducendo parte del beneficio diurno. Aggiungere foglie senza proteggere i flussi di brezza può controbilanciare i vantaggi.

Un milione di alberi piantati, inoltre, non equivale immediatamente a un milione di alberi maturi: un esemplare giovane non sostituisce subito la chioma di un albero adulto. La lezione pratica non è piantare meno alberi, ma abbinare il verde a strutture complementari, come pensiline e percorsi coperti, per garantire ombra anche mentre le chiome crescono.
La ricerca nel suo insieme suggerisce che i piani di raffreddamento urbano dovrebbero tracciare le rotte ombreggiate percorribili e l’esposizione degli edifici, non soltanto il numero di alberi piantati o un singolo obiettivo di temperatura.