Estate 2026, oltre 50mila morti per caldo estremo nelle città europee
I due studi su 854 aree urbane europee durante l’estate 2026: due terzi dei morti attribuibili ai cambiamenti climatici.
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LL’estate 2026 ha ucciso più di 50mila persone nelle aree urbane europee per effetto del caldo estremo. È il dato più alto mai registrato da quando vengono condotte analisi di questo tipo, ovvero dal 2000, e supera nettamente i precedenti record: circa 29mila decessi nel 2022, 28mila nel 2003 e 15mila nel 2025. Lo rivelano due studi scientifici pubblicati dall’Imperial College di Londra e dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, che hanno esaminato 854 aree urbane in 27 Stati membri dell’UE, più Regno Unito, Norvegia e Svizzera.
Circa i due terzi dei decessi – oltre 33mila persone – sono attribuibili ai cambiamenti climatici causati dalle attività umane, a partire dalla combustione di fonti fossili.
Un’estate da record
L’estate 2026 è stata caratterizzata da ondate di caldo prolungate e violente. L’Europa occidentale ha registrato temperature estive complessive di circa 2,9°C superiori alla media del periodo 1991-2020, con picchi in singole giornate fino a +12°C rispetto alla media storica.

Il periodo con la mortalità più elevata è stato quello compreso tra il 17 giugno e il 1 luglio, quando le temperature medie giornaliere in tutte le città dell’Europa occidentale erano stabilmente oltre 5°C al di sopra della media degli ultimi 40 anni.
L’Italia, il paese più colpito
L’Italia è il paese europeo con il numero più alto di decessi: 13.300, di cui oltre 8.700 attribuibili ai cambiamenti climatici. Al secondo posto la Francia con 7.200 morti, terza la Spagna con 6.800. Anche nel Regno Unito, dove le estati sono normalmente meno calde, si sono registrati circa 4.350 decessi.
Le grandi città italiane dominano la classifica europea. Milano è prima in Europa con 2.467 decessi stimati (1.627 attribuibili ai cambiamenti climatici), seguita da Roma al terzo posto europeo (2.253, di cui 1.558 attribuibili), Napoli al quinto (1.845, di cui 1.416 attribuibili) e Torino all’ottavo (720, di cui 421 attribuibili).
Non solo anziani
A preoccupare gli studiosi è anche la composizione per età delle vittime: si stima che circa seimila persone under 65 siano morte nelle aree urbane per via delle temperature troppo elevate, a conferma che il caldo estremo non colpisce soltanto le fasce più vulnerabili.

“Questi numeri rappresentano un crudo promemoria sul fatto che le nostre estati, sempre più calde ed estreme, stanno provocando un impatto sempre più grave sulla salute pubblica. Dietro queste statistiche ci sono persone che hanno perso la vita e famiglie che le piangono“, ha dichiarato Clair Barnes, esperta di fenomeni meteorologici estremi e cambiamenti climatici dell’Imperial College di Londra: “Si tratta dell’ennesimo monito sulla necessità imperativa di adottare interventi mirati per proteggere chi è più vulnerabile al caldo estremo, e di abbandonare i combustibili fossili per rallentare il ritmo dei cambiamenti climatici”.