Incendi in Francia e Spagna, la Commissione UE: “Valuteremo misure straordinarie”
L’UE ha già inviato 13 aerei e centinaia di operatori. Il 90% degli incendi è causato da comportamenti umani
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LLa Commissione europea è pronta a valutare misure straordinarie e nuove iniziative per far fronte all’emergenza incendi che ha colpito Francia e Spagna, con oltre 300mila persone evacuate e una stagione dei roghi “eccezionalmente grave”, come la definisce Bruxelles. Lo ha annunciato la Commissaria UE per la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, sottolineando che la risposta europea ha bisogno di più fondi e di una maggiore attenzione alla prevenzione e alla gestione forestale.
“La priorità è spegnere gli incendi, sostenere gli sforzi per salvare vite umane e tenere sotto controllo i roghi nella maniera più rapida possibile. Tuttavia, una volta terminata la fase di emergenza, valuteremo attentamente la nostra risposta complessiva a questa crisi. La Commissione trarrà insegnamento da questa estate e valuterà se siano necessarie ulteriori misure o iniziative”, ha dichiarato Lahbib a Politico Playbook.
Prevenzione prima di tutto
“Il cambiamento climatico sta accelerando. Di conseguenza, la nostra risposta deve evolversi altrettanto rapidamente. Dobbiamo prepararci ai rischi prima che i disastri colpiscano, e non limitarci a reagire a cose fatte”, ha dichiarato Lahbib a Reuters. La Commissaria ha sottolineato che non è sufficiente acquistare più equipaggiamento antincendio: i Paesi membri dovrebbero investire una quota più consistente dei fondi europei in pratiche di gestione forestale efficaci e in campagne di sensibilizzazione dei cittadini.

Un dato rilevante: circa il 90% degli incendi boschivi è causato da attività e scelte umane, come i falò o i mozziconi di sigaretta gettati a terra.
Il ruolo dell’UE e i mezzi già dispiegati
Lo spegnimento degli incendi resta una responsabilità statale. La Commissione può intervenire in caso di emergenza attraverso il Meccanismo di protezione civile dell’Unione e lo strumento rescEU, che in questo momento è sotto pressione per le richieste simultanee di più Paesi.

Finora l’UE ha inviato in Francia 7 aerei e 4 elicotteri da Cechia, Croazia, Germania, Portogallo, Slovacchia, Svezia e Turchia. In Spagna ha mobilitato 6 aerei da Grecia, Italia e Turchia, e ha dispiegato 134 operatori e 41 veicoli provenienti dal Portogallo.
I piani per il futuro
L’ipotesi più concreta riguarda linee guida non vincolanti rivolte ai governi sulla gestione integrata del rischio di incendi boschivi, accompagnate da un graduale rafforzamento di rescEU. Sul fronte finanziario, il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) non è ancora approvato: la presidenza cipriota del Consiglio ha proposto 9,73 miliardi di euro per il Meccanismo di protezione civile, la Commissione vorrebbe portarli a 10,7 miliardi e il Parlamento europeo spinge per 12 miliardi, pensando anche a una Direttiva sull’impegno dei cittadini.
La flotta antincendio permanente dell’UE è stata finanziata con appena 600 milioni di euro. Ma la capacità non è tutto, come ha sintetizzato un funzionario europeo: “Si possono comprare 24 canadair. Se ne possono comprare anche 50. Non saranno mai abbastanza.”