Kernza, il cereale perenne che resiste alla siccità: in Kansas si sperimenta l’agricoltura del futuro

Il Kernza richiede un terzo dei fertilizzanti, sequestra carbonio e assorbe l’acqua in eccesso grazie a radici profonde oltre un metro.

Kernza, il cereale perenne che resiste alla siccità: in Kansas si sperimenta l’agricoltura del futuro

IIn Kansas un gruppo di agricoltori sta sperimentando il Kernza, un cereale perenne ottenuto dalla pianta Thinopyrum intermedium, originaria dell’Asia occidentale, come risposta alla crisi climatica. Siccità prolungate, piogge torrenziali ed erosione del suolo stanno mettendo sotto pressione l’agricoltura tradizionale, e i cereali perenni potrebbero offrire una via d’uscita strutturale.

Il Kernza è in fase di sviluppo dal 2001 presso il Land Institute di Salina, Kansas, insieme a varietà perenni di frumento, riso, sorgo e altre colture cerealicole. Storico foraggio per il bestiame, viene ora sperimentato come cereale per l’alimentazione umana: ha un sapore che ricorda la frutta a guscio, è ricco di fibre e presenta un contenuto più elevato di proteine, carotenoidi e antiossidanti rispetto al frumento annuale. Il cereale non è coperto da brevetto ed è un seme 100% naturale, non OGM.

Kernza, come funziona e perché è resiliente

A differenza delle colture annuali, i cereali perenni vengono piantati una sola volta e si mantengono per diversi anni, eliminando la necessità di semina, raccolta e risemina annuali. Il loro vantaggio principale è l’apparato radicale: le radici del Kernza possono spingersi in profondità per oltre un metro, consentendo alla pianta di attingere acqua dagli strati più bassi del terreno durante i periodi di siccità. In caso di piogge intense, le stesse radici assorbono l’acqua in eccesso che altrimenti scorrerebbe in superficie causando erosione del suolo.

Kernza, il cereale perenne che resiste alla siccità
© Credits: Pixabay

Le radici profonde sequestrano anche maggiori quantità di carbonio, contribuendo a ridurre l’inquinamento atmosferico e ad aumentare la fertilità del terreno. La coltura richiede circa un terzo dei fertilizzanti necessari per il frumento e, non richiedendo semina annuale, riduce la necessità di manodopera e la frequenza di utilizzo di macchinari agricoli.

Gli agricoltori segnalano che il Kernza è efficace nel ripristinare terreni con problemi di drenaggio e nel ricostituire la sostanza organica del suolo. Nel 2025 è stato coltivato negli Stati Uniti su una superficie di 1.421 ettari, a fronte dei 15,1 milioni destinati al frumento.

Le sfide: rese basse e mercato da costruire

La ricerca procede, ma le difficoltà sono significative. La principale è la resa: gli agricoltori che coltivano Kernza ottengono risultati pari al 20-40% di quelli del grano sulla stessa area, perché la pianta deve investire energia non solo nella crescita dei semi ma anche nello sviluppo delle radici pluriennali. Il chicco è più piccolo del grano e le attrezzature agricole devono essere adattate per evitare danni durante la raccolta.

A queste difficoltà tecniche si aggiungono quelle di mercato: il Kernza è ancora poco conosciuto dai consumatori e non esiste ancora un mercato sufficientemente sviluppato, nonostante le numerose richieste di agricoltori interessati alla coltivazione.

“Integrare le piante perenni nella nostra agricoltura sembra davvero l’unica opzione per preservare il suolo per le generazioni future, se vogliamo continuare a produrre cibo”, ha dichiarato Laura van der Pol, ricercatrice presso il Land Institute. Occorre dunque favorire l’accesso al prodotto, sostenere gli agricoltori con incentivi e accrescere la consapevolezza dei consumatori.

rimaniamo in contatto

Per ricevere aggiornamenti lasciaci il tuo indirizzo email

Consigliati per te
El Niño colpisce il Canale di Panama: transiti giornalieri ridotti per la siccità
El Niño colpisce il Canale di Panama: transiti giornalieri ridotti per la siccità

La siccità legata al Niño riduce le riserve del lago Gatún, indispensabile per il funzionamento delle chiuse del Canale di Panama.

Messico, i bisonti tornano nel deserto di Chihuahua: in pochi mesi riattivata la salute dell’ecosistema
Messico, i bisonti tornano nel deserto di Chihuahua: in pochi mesi riattivata la salute dell’ecosistema

50 bisonti reintrodotti nella riserva di Cuatrociénegas. Le telecamere nascoste hanno già ripreso il ritorno di puma, lince e pecari.

Le città amiche degli impollinatori sono città più sane per le persone: il report del WWF
Le città amiche degli impollinatori sono città più sane per le persone: il report del WWF

Oltre il 75% delle colture alimentari dipende dagli impollinatori, ma api, farfalle e sirfidi sono in declino.

iscriviti alla newsletter