Copernicus: gli eventi estremi in Europa sono ormai la nuova normalità
Gli eventi meteorologici estremi non sono più l’eccezione: sono diventati la nuova normalità: a confermarlo è il servizio Copernicus.
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GGli eventi meteorologici estremi non sono più l’eccezione: sono diventati la nuova normalità. A confermarlo con evidenza scientifica è il servizio di monitoraggio climatico europeo Copernicus, che nel suo rapporto pubblicato il 10 giugno certifica che il maggio appena trascorso è stato il secondo mese di maggio più caldo mai registrato a livello mondiale, con una temperatura media globale di 15,81°C, ovvero 0,55°C sopra la media del periodo 1991-2020 e 1,42°C al di sopra dei livelli pre-industriali.
“Maggio 2026 ha prolungato l’eccezionale ondata di caldo mondiale, con temperature quasi da record sia nell’atmosfera che nell’oceano. In Europa, un’ondata insolitamente precoce e intensa dimostra quanto rapidamente gli eventi climatici estremi stiano diventando la nuova normalità piuttosto che l’eccezione“, ha sottolineato Samantha Burgess, climatologa di Copernicus.
L’ondata di caldo in Europa
Numerosi record mensili sono stati registrati in varie nazioni europee, dalla Francia al Regno Unito, dall’Irlanda al Portogallo. Nella seconda metà di maggio, le temperature percepite hanno raggiunto i 35-40°C in gran parte del continente, corrispondenti a condizioni di stress termico “forte” (oltre i 32°C) e “molto forte” (oltre i 38°C).

Copernicus sottolinea che “la rapida transizione ha probabilmente aumentato l’impatto sulle popolazioni, lasciando poco tempo alle persone, o alle colture e agli ecosistemi durante la stagione vegetativa, per acclimatarsi”. Il fenomeno, precisa il rapporto, “rientra nel quadro del rapido riscaldamento climatico che subisce l’Europa e nella tendenza a lungo termine verso ondate di caldo più frequenti, più intense e che si verificano in anticipo nella stagione”.
Siccità e alluvioni in contemporanea
Il mese ha mostrato anche un marcato contrasto tra condizioni di siccità e umidità. Gran parte dell’Europa occidentale, centrale e orientale – comprese Italia e Spagna – ha registrato condizioni più secche della media. Al contrario, si sono verificate inondazioni diffuse in Turchia, Bulgaria e Moldavia, mentre Scandinavia settentrionale, Finlandia e la regione del Mar Nero sono state più piovose della media.

Nel complesso, la primavera marzo-maggio 2026 è risultata la terza più calda di sempre in Europa, con Italia e sud della Spagna che hanno registrato condizioni più secche della media, in parte favorite da persistenti condizioni di alta pressione.
Ghiaccio artico e antartico
Il rapporto segnala anche la situazione alle regioni polari. Nell’Artico, l’estensione media del ghiaccio marino a maggio è stata di circa il 4% inferiore alla media, classificandosi al quarto posto tra i valori più bassi per il mese, con anomalie particolari nel Mare di Barents settentrionale e attorno alle Svalbard. In Antartide, l’estensione è stata di circa il 9% inferiore alla media di maggio, al settimo posto tra i valori più bassi registrati per il mese, in linea con i dati degli ultimi due anni.