Clima, il rapporto OMM: gli undici anni più caldi mai registrati sono tutti dal 2015 al 2025

Il nuovo rapporto sul Clima dell’Organizzazione meteorologica mondiale: gas serra ai livelli più alti da 800mila anni.

Clima, il rapporto OMM: gli undici anni più caldi mai registrati sono tutti dal 2015 al 2025

GGli undici anni più caldi mai registrati dall’inizio delle rilevazioni sistematiche delle temperature ricadono tutti nel periodo compreso tra il 2015 e il 2025. È uno dei dati più significativi del rapporto annuale State of the Global Climate 2025, pubblicato dall’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) in occasione della Giornata mondiale della meteorologia.

Clima, il rapporto 2025: temperature record e squilibrio energetico

Il 2025 si collocherà probabilmente al secondo o al terzo posto nella classifica degli anni più caldi di sempre, con una temperatura media globale di 1,43 gradi centigradi superiore rispetto al periodo pre-industriale, prima cioè che l’uomo iniziasse a bruciare combustibili fossili su larga scala, a partire dalla metà dell’Ottocento.

Per la prima volta, il rapporto introduce anche il concetto di “squilibrio energetico” del pianeta, ossia il divario tra l’energia che entra e quella che esce dal sistema terrestre. In un clima stabile i due valori si equivalgono, ma la crescente concentrazione di gas serra – biossido di carbonio, metano e protossido di azoto – ha alterato questo equilibrio, portando tali sostanze ai livelli più elevati da almeno 800mila anni. Lo squilibrio, sottolinea l’OMM, si è accentuato rispetto all’inizio delle osservazioni, negli anni Sessanta del Novecento.

Le attività umane perturbano sempre più l’equilibrio naturale, e dovremo vivere centinaia, forse migliaia di anni pagandone le conseguenze“, ha dichiarato Celeste Saulo, segretaria generale dell’OMM, ricordando come solo nel 2025 gli eventi estremi abbiano causato migliaia di morti, colpito milioni di persone e comportato perdite economiche per miliardi di dollari.

Eventi estremi e anomalie termiche

Il rapporto documenta il moltiplicarsi degli eventi meteorologici estremi: ondate di caldo e siccità, precipitazioni torrenziali, incendi, uragani e inondazioni, mentre cresce la temperatura degli oceani e si riduce inarrestabilmente l’estensione della calotta glaciale artica. Un’ulteriore conferma è arrivata nelle scorse settimane dalla costa occidentale degli Stati Uniti, dove un’isola di calore ha fatto registrare in pieno inverno temperature di 41,1 gradi centigradi a Palm Springs, in California, 38,9 gradi a Phoenix, in Arizona, e 28,9 gradi a Fort Collins, in Colorado, a oltre 1.500 metri di quota.

I dati degli incendi boschivi in Italia nel 2025

Il clima si trova in uno stato d’emergenza. La Terra è spinta al di là dei propri limiti. Tutti gli indicatori climatici sono in rosso“, ha commentato il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres: “L’umanità ha appena vissuto gli undici anni più caldi di sempre. Se qualcosa si ripete per undici volte, non può essere una coincidenza. È un appello ad agire“.

Gli oceani: surriscaldamento e acidificazione

Tra le conseguenze più preoccupanti figura lo stato degli oceani. L’aumento della temperatura marina contribuisce all’innalzamento del livello dei mari e alle inondazioni delle zone costiere. Ma il rapporto pone l’accento anche sull’acidificazione degli oceani, causata dall’assorbimento di CO₂ atmosferica: una modificazione del pH considerata ormai irreversibile per secoli, con gravi ricadute sulla biodiversità marina.

Nonostante questi dati, la dipendenza globale dai combustibili fossili non accenna a diminuire al ritmo necessario. “La nostra dipendenza dai combustibili fossili destabilizza non soltanto il clima ma anche la sicurezza mondiale. Il caos climatico sta accelerando e qualsiasi tergiversazione sarà fatale“, ha concluso Guterres. Il tema scelto quest’anno per la Giornata mondiale della meteorologia sintetizza bene la posta in gioco: “Osservare oggi, proteggere domani“.

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