Voli più diretti per tagliare la CO₂: lo studio che propone nuove tariffe per lo spazio aereo europeo
Per un traffico aereo più sostenibile servono rotte più brevi per tagliare le emissioni: ecco cosa emerge da un nuovo studio europeo.
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NNon tutti sanno che ogni volo che attraversa lo spazio aereo europeo paga una tariffa proporzionale alla distanza percorsa e al peso dell’aeromobile. Quello che incide davvero sulle scelte delle compagnie, però, è che questi costi variano da Paese a Paese. Sorvolare la Svizzera o i Paesi Bassi, ad esempio, può risultare molto più oneroso rispetto a transitare su Irlanda o Croazia.
Secondo un recente studio, proprio queste differenze tariffarie possono spingere le compagnie aeree a scegliere rotte più lunghe ma meno costose, con un effetto collaterale evidente: maggiore consumo di carburante e aumento delle emissioni di anidride carbonica.
Il progetto europeo per ridurre l’impatto del traffico aereo
Il tema è stato affrontato nell’ambito del progetto europeo Horizon Europe Green-GEAR, dedicato alla riduzione dell’impatto ambientale del trasporto aereo. Per l’Italia ha partecipato l’Università di Trieste, che ha contribuito allo sviluppo di nuovi modelli di tariffazione capaci di attenuare le disparità economiche tra gli spazi aerei nazionali.

L’obiettivo è incentivare traiettorie più dirette, riducendo le distorsioni generate dall’attuale sistema. I modelli proposti sono stati elaborati attraverso strumenti di programmazione matematica e testati su dati reali di traffico forniti da Eurocontrol.
Risultati concreti: meno distanza, meno emissioni
Le simulazioni su larga scala hanno evidenziato risultati misurabili. Secondo i ricercatori, l’introduzione di un sistema tariffario più armonizzato potrebbe portare a una riduzione fino all’1,46% della distanza volata e a un taglio fino all’1,44% delle emissioni di CO₂.
Percentuali che possono sembrare modeste, ma che assumono tutt’altro peso se rapportate ai numeri del settore: in Europa si registrano ogni anno oltre 10 milioni di voli, e solo quelli in partenza dagli aeroporti europei generano tra 130 e 140 milioni di tonnellate di CO₂ annue. Anche una riduzione di poco più dell’1% si tradurrebbe quindi in milioni di tonnellate di emissioni evitate.
Intervenire sui meccanismi economici per cambiare le rotte
Secondo i ricercatori, lavorare su strumenti apparentemente tecnici come le tariffe di sorvolo significa intervenire in modo strutturale sul sistema. Riducendo le differenze economiche tra gli spazi aerei nazionali, le compagnie sarebbero meno incentivate ad allungare i percorsi per risparmiare sui costi. Il risultato sarebbe un miglior equilibrio tra efficienza operativa e sostenibilità ambientale, senza imporre limitazioni dirette al traffico aereo ma agendo sulle leve economiche che orientano le decisioni.

Il trasporto aereo resta uno dei comparti più complessi da decarbonizzare. Accanto allo sviluppo di carburanti sostenibili e all’innovazione tecnologica sugli aeromobili, strumenti come la revisione dei meccanismi tariffari possono rappresentare un tassello importante nella strategia europea per la riduzione delle emissioni. L’analisi suggerisce che anche modifiche mirate alle regole economiche del sistema possono produrre benefici ambientali significativi, contribuendo a rendere il traffico aereo più coerente con gli obiettivi climatici dell’Unione europea.