Una centrale elettrica che sfrutta l’energia termica oceanica: ecco come funziona

La Cina ha compiuto dei passi significativi col primo dispositivo galleggiante per la conversione dell’energia termica oceanica.

Una centrale elettrica che sfrutta l’energia termica oceanica: ecco come funziona

LLa Cina ha compiuto dei passi significativi nello sfruttamento dell’energia rinnovabile grazie al primo dispositivo galleggiante per la conversione dell’energia termica oceanica, che ha completato con successo le prove in mare. Questo sviluppo rappresenta un progresso tecnologico importante nell’utilizzo delle risorse energetiche oceaniche.

Come funziona l’energia termica oceanica

La conversione dell’energia termica oceanica (“ocean thermal energy conversion”, OTEC) sfrutta la differenza di temperatura tra le acque superficiali e quelle profonde degli oceani per generare elettricità. La Cina è particolarmente avvantaggiata in questo campo grazie alla ricchezza delle sue risorse termiche oceaniche.

Il dispositivo galleggiante, sviluppato dai ricercatori del Guangzhou Marine Geological Survey (GMGS), è stato testato a bordo della nave da ricerca Haiyang Dizhi-2 (Ocean Geology No. 2) nel Mar Cinese Meridionale, a una profondità di 1.900 metri. Durante le prove, che sono durate oltre quattro ore, il dispositivo ha raggiunto una potenza massima di 16,4 kilowatt e un’efficienza di generazione del 17,7%.

Secondo Ning Bo, ingegnere senior del GMGS, il sistema ha superato con successo sia la validazione teorica sia le applicazioni ingegneristiche in condizioni marine reali. Tra le tecnologie chiave sviluppate troviamo:

  • La generazione di energia con basse differenze di temperatura e ampio range di carico.
  • L’isolamento termico dell’acqua prelevata dalle profondità marine.
  • L’installazione di tubazioni per l’acqua fredda.

Innovazione tecnologica e sostenibilità: il progetto in Cina

Il dispositivo, interamente progettato e costruito in Cina, è stato sviluppato con un tasso di localizzazione del 100%. Grazie alla collaborazione con cluster industriali di alta qualità situati nel distretto di Nansha a Guangzhou, il progetto ha integrato le risorse di numerose aziende competitive, garantendo costi contenuti e un’elevata adattabilità.

Il test in mare, durato oltre dieci giorni, ha rappresentato un momento cruciale per la transizione dalla fase di sperimentazione terrestre a quella di applicazione marina. Inoltre, ha consentito di correggere stime precedenti sul potenziale energetico derivante dalla differenza di temperatura oceanica, confermando che le riserve termiche della Cina sono significative.

Quali potranno essere le prospettive future

Sebbene il progetto rappresenti un importante traguardo tecnologico, rimangono ancora sfide significative per una sua applicazione commerciale su larga scala. Secondo Lin Boqiang, direttore del Centro per la Ricerca sull’Economia Energetica dell’Università di Xiamen, la strada verso l’industrializzazione è ancora lunga.

Nonostante questo, però, il successo di questa iniziativa conferma il potenziale dell’energia termica oceanica come fonte rinnovabile sostenibile. La Cina continua a dimostrare il suo impegno nello sviluppo di tecnologie innovative per affrontare le sfide energetiche globali.

rimaniamo in contatto

Per ricevere aggiornamenti lasciaci il tuo indirizzo email

Consigliati per te
La Danimarca vuole vietare i “polli turbo” e chiede il divieto anche a livello europeo
La Danimarca vuole vietare i “polli turbo” e chiede il divieto anche a livello europeo

Dopo l’inchiesta di TV2 su un allevamento, il ministro Rabjerg Madsen annuncia il lavoro per un bando nazionale dei “polli turbo”.

OMM: nel 2025 CO2, metano e protossido di azoto ai massimi storici
OMM: nel 2025 CO2, metano e protossido di azoto ai massimi storici

Il ritmo di aumento della CO2 è triplicato rispetto agli anni ’60. Nuovo record anche per l’esafluoruro di zolfo.

Corvo spegne le luci per salvare le berte: cinque notti di blackout volontario alle Azzorre
Corvo spegne le luci per salvare le berte: cinque notti di blackout volontario alle Azzorre

Gli abitanti dell’isola delle Azzorre rinunciano all’illuminazione per permettere ai piccoli di berta maggiore di orientarsi verso l’oceano.

iscriviti alla newsletter