Febbraio 2026 tra i più caldi mai registrati: clima estremo e piogge record
Il periodo compreso tra dicembre 2025 e febbraio 2026 – l’inverno boreale – è risultato il quinto più caldo mai registrato. I dati sul clima.
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IIl mese di febbraio 2026 si colloca tra i più caldi mai registrati a livello globale. Secondo il nuovo bollettino del Servizio Copernicus sui cambiamenti climatici (C3S), la temperatura media globale è stata di 1,49 °C superiore ai livelli preindustriali, confermando una tendenza di riscaldamento che continua a influenzare il clima del pianeta.
I dati, elaborati dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf) attraverso il dataset ERA5, indicano una temperatura media dell’aria superficiale globale di 13,26 °C, pari a 0,53 °C sopra la media del periodo 1991-2020. Nonostante questi valori elevati, il record assoluto per il mese di febbraio resta quello registrato nel 2024.
Un inverno globale molto caldo
Il periodo compreso tra dicembre 2025 e febbraio 2026 – l’inverno boreale – è risultato il quinto più caldo mai registrato. La temperatura media globale è stata infatti di 0,51 °C superiore alla media climatica recente.
Anche gli oceani hanno mostrato segnali evidenti di riscaldamento. La temperatura media della superficie del mare tra le latitudini 60° Sud e 60° Nord ha raggiunto 20,88 °C, il secondo valore più alto mai osservato per il mese di febbraio, appena sotto il record stabilito nel 2024.
In Europa il quadro climatico è stato più complesso. La temperatura media sulla terraferma del continente è risultata di -0,07 °C, ovvero circa 0,10 °C sotto la media del periodo 1991-2020. Questo rende febbraio 2026 uno dei tre più freddi degli ultimi quattordici anni nel continente.

Le anomalie, però, sono state molto diverse a seconda delle aree. Temperature superiori alla media sono state registrate nell’Europa occidentale, meridionale e sud-orientale, mentre condizioni più fredde hanno interessato la Fennoscandia, i Paesi baltici e la Russia nord-occidentale.
Eventi meteo estremi e piogge intense
Il mese è stato caratterizzato anche da numerosi eventi meteorologici estremi. In particolare, precipitazioni molto intense hanno colpito l’Europa occidentale e meridionale, causando alluvioni e frane diffuse. Le condizioni sono state influenzate dalla presenza di fiumi atmosferici, cioè corridoi di aria molto umida nell’atmosfera, combinati con una corrente a getto spostata verso sud. Questo sistema ha convogliato una serie di tempeste verso il continente.
Le aree più colpite sono state la penisola iberica e la Francia occidentale, ma episodi alluvionali significativi sono stati segnalati anche in altre parti del mondo, tra cui Australia, Mozambico e Botswana.
Regioni più calde e più secche
Temperature superiori alla media sono state registrate anche in diverse altre regioni del pianeta, tra cui Stati Uniti, Canada nord-orientale, Medio Oriente, Asia centrale e Antartide orientale. Al contrario, condizioni più fredde della norma hanno interessato Alaska, Canada settentrionale, Groenlandia e Russia settentrionale.

Dal punto di vista delle precipitazioni, alcune aree del mondo hanno vissuto condizioni più secche del normale, tra cui Stati Uniti meridionali, Messico settentrionale, Cina orientale e Africa sud-orientale.
Anche i ghiacci polari continuano a mostrare segnali di vulnerabilità. Nel mese di febbraio l’estensione del ghiaccio marino artico è risultata circa il 5% inferiore alla media, il terzo valore più basso mai registrato per questo periodo dell’anno. In Antartide, invece, la situazione è stata più stabile: l’estensione del ghiaccio marino è risultata vicina alla media stagionale, in contrasto con i livelli molto bassi osservati negli ultimi quattro anni.