L’OMM avverte: El Niño raggiungerà il picco a dicembre, potrebbe essere il più forte dal 1950
L’Organizzazione meteorologica mondiale: probabilità quasi del 100% che El Niño persista fino a febbraio 2027.
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EEl Niño si sta intensificando rapidamente e potrebbe diventare uno dei più potenti degli ultimi 75 anni. L’allarme arriva dall’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), che nel suo aggiornamento dell’8 ottobre ha confermato che il fenomeno raggiungerà il picco a dicembre 2026 e continuerà a influenzare il clima globale almeno fino a febbraio 2027.
“El Niño si è stabilizzato saldamente e si sta rafforzando rapidamente. Le previsioni indicano una probabilità quasi del 100% che persisterà fino a febbraio 2027, potendo essere uno dei più forti almeno dal 1950”, ha dichiarato la segretaria generale dell’OMM, Celeste Saulo.
I dati: anomalia record nel Pacifico
Ad agosto 2026, le temperature superficiali del mare nella regione del Pacifico usata per monitorare El Niño erano già superiori di 2,5°C alla norma, contro i +1,6°C di giugno. Per il trimestre ottobre-novembre-dicembre, le previsioni indicano un’anomalia media di circa +3,7°C, superiore persino al precedente record di +2,6°C registrato tra novembre 2015 e gennaio 2016. Un’anomalia di questa intensità può influenzare profondamente la circolazione atmosferica e modificare il clima in aree molto lontane dall’oceano Pacifico.
Gli effetti già visibili: Indonesia in fiamme
Le conseguenze sono già concrete e drammatiche. In Indonesia, soprattutto nella regione del Borneo, le condizioni eccezionalmente calde e secche hanno favorito la propagazione degli incendi nelle foreste e nelle torbiere, ecosistemi ricchi di carbonio che, una volta prosciugate, diventano estremamente infiammabili.
Tra gennaio e luglio 2026 sono andati bruciati oltre 202mila ettari. La siccità ha ridotto drasticamente la portata di alcuni fiumi, tra cui il Kapuas, mettendo in difficoltà comunità che dipendono da queste risorse per bere, pescare e lavorare.

Il problema ha superato i confini indonesiani: le dense nubi di fumo hanno raggiunto Malaysia, Singapore, Brunei e Filippine, compromettendo la qualità dell’aria e aumentando i rischi per la salute. In alcune zone della Malaysia le autorità hanno disposto la chiusura delle scuole. La crisi ha portato anche a un’azione legale contro il governo indonesiano da parte di organizzazioni indigene e gruppi della società civile.
Gli effetti nel resto del mondo
El Niño è un fenomeno climatico naturale caratterizzato dal riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale, che fa parte del sistema ENSO (El Niño-Southern Oscillation). Il riscaldamento altera la circolazione dei venti e la distribuzione delle precipitazioni, con effetti che si estendono a migliaia di chilometri di distanza: siccità in alcune aree, piogge intense in altre.
In Brasile, il Centro-Nord è alle prese con la siccità e il crescente rischio di incendi, mentre il Sud ha già registrato inondazioni. Secondo l’Istituto nazionale di meteorologia brasiliano, 24 comuni affrontano condizioni di siccità estrema, con conseguenze sull’approvvigionamento idrico e sull’agricoltura. Secondo l’OMM, l’episodio in corso porterà temperature superiori alla media in gran parte del globo e modificherà i regimi di precipitazione, aumentando il rischio di eventi estremi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.