La Svezia vieterà i PFAS nei prodotti di consumo dal 2028

Dopo la Francia, che ha introdotto il divieto per le PFAS nel 2026, anche la Svezia anticipa la normativa UE attesa per il 2027.

La Svezia vieterà i PFAS nei prodotti di consumo dal 2028

LLa Svezia ha annunciato l’intenzione di vietare le sostanze PFAS – i cosiddetti “forever chemicals” – nei prodotti di consumo a partire dal 1° gennaio 2028, anticipando la normativa europea attesa per il 2027. Il divieto coprirà abbigliamento, scarpe, agenti impermeabilizzanti, articoli per la cucina, cosmetici e cere per sci.

È una grande vittoria per la salute umana e per l’ambiente svedese“, ha dichiarato la ministra per il Clima e l’Ambiente Romina Pourmokhtari. “Le PFAS non dovrebbero trovarsi in abbigliamento, cosmetici, utensili da cucina e altri prodotti di uso quotidiano quando esistono alternative valide“.

Cosa sono le PFAS

Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) sono un gruppo di oltre 10.000 composti chimici sintetici impiegati in numerosi prodotti di uso quotidiano dagli anni ’40 , dalle pentole antiaderenti ai capi di abbigliamento, oltre che nella produzione industriale. Il loro soprannome, “forever chemicals”, deriva dal fatto che impiegano migliaia di anni a degradarsi in modo naturale. Sono state individuate praticamente ovunque sulla Terra, dalla cima dell’Everest al sangue umano.

PFAS anche nell'acqua minerale in bottiglia
© Pexels

L’esposizione cronica alle PFAS è stata collegata ad aumento del rischio di alcuni tumori, riduzione della fertilità e alterazioni del sistema immunitario. “Le PFAS non restano confinate all’interno dei prodotti. Fuoriescono nelle nostre case, nel nostro cibo e nell’acqua, e finiscono nei nostri corpi“, spiega Sian Sutherland, cofondatrice del gruppo di campagna A Plastic Planet. “La maggiore preoccupazione riguarda le persone più vulnerabili: le donne incinte e i neonati nei primi 1.000 giorni di vita, quando l’esposizione può avere conseguenze permanenti“.

Il quadro europeo

La Svezia non è la prima a muoversi. La Francia ha introdotto un divieto storico dei forever chemicals già nel 2026, vietando la vendita, la produzione e l’importazione di qualsiasi prodotto per il quale esista già un’alternativa alle PFAS, con alcune eccezioni per tessuti “necessari per un uso essenziale” o per la tutela della sovranità nazionale. La Danimarca aveva vietato le PFAS in carta e cartone a contatto con gli alimenti nel luglio 2020, estendendo il divieto ad abbigliamento, calzature e agenti impermeabilizzanti nel luglio 2026.

A livello UE, la Commissione dovrebbe presentare proposte legislative sulle PFAS nel 2027. Un primo parere scientifico pubblicato a fine marzo ha raccomandato una restrizione ampia dei forever chemicals. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) fornirà entro la fine dell’anno un secondo parere sull’impatto socioeconomico delle misure, che potrebbe influenzare la portata dei futuri regolamenti. A gennaio 2026 sono entrate in vigore tutele UE contro le PFAS nell’acqua potabile, ma sono state criticate perché affrontano il sintomo più che la causa.

La proposta svedese dimostra che i governi non devono accettare la chimica tossica come prezzo da pagare per la vita moderna“, ha dichiarato Sutherland. “L’Europa ha ora l’opportunità di liberarsi da un lascito tossico che è stato tollerato per troppo tempo. Ciò che è mancato finora è la volontà politica di accelerare la transizione“.

rimaniamo in contatto

Per ricevere aggiornamenti lasciaci il tuo indirizzo email

Consigliati per te
Overshoot Day 2026: l’umanità ha esaurito le risorse che la Terra rigenera in un anno
Overshoot Day 2026: l’umanità ha esaurito le risorse che la Terra rigenera in un anno

Overshoot Day 2026: la data è di sei giorni più tarda rispetto al 2025, ma non per un miglioramento reale.

Vietato distruggere abiti invenduti: la norma UE che cambia le regole della moda
Vietato distruggere abiti invenduti: la norma UE che cambia le regole della moda

Il Regolamento europeo sull’ecodesign introduce il divieto di distruggere i prodotti tessili invenduti o restituiti per le grandi imprese.

A Ceccano nascerà il primo impianto europeo per il recupero delle terre rare da hard disk e motori elettrici
A Ceccano nascerà il primo impianto europeo per il recupero delle terre rare da hard disk e motori elettrici

L’obiettivo UE è recuperare dal riciclo almeno il 25% del fabbisogno annuale di terre rare entro il 2030.

iscriviti alla newsletter