Stati Uniti, Trump cancella i limiti alle emissioni delle centrali a carbone e gas
La decisione firmata dal capo dell’EPA elimina l’obbligo di ridurre di 1 miliardo di tonnellate le emissioni delle centrali entro il 2047.
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LL’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (EPA) ha annunciato l’abrogazione dei limiti alle emissioni di CO₂ per le centrali elettriche a carbone e gas introdotti dall’amministrazione Biden, aprendo anche alla possibilità di bloccare future norme federali sul clima rivolte al settore energetico.
La decisione, contenuta nel Partial Repeal of the Carbon Pollution Standards for Fossil Fuel-Fired Electric Generating Units firmata dal capo dell’EPA Lee Zeldin, è arrivata durante il vertice dei ministri dell’Energia del G20 a Houston.
Cosa prevedeva la norma abrogata
La precedente normativa introdotta da Biden prevedeva una riduzione delle emissioni di gas serra delle centrali elettriche di circa 1 miliardo di tonnellate entro il 2047, attraverso l’obbligo per alcuni impianti di adottare sistemi di cattura delle emissioni prima che raggiungessero l’atmosfera. L’amministrazione Trump, che si era già mossa per riaprire le centrali a carbone per rispondere alla crescente domanda energetica dei data center, stima che la cancellazione farà risparmiare alle industrie circa 370 milioni di dollari in costi di adeguamento.

Le organizzazioni ambientaliste e sanitarie contestano questa valutazione, sostenendo che i costi ambientali e per la salute potrebbero essere molto più elevati. Il settore elettrico rappresenta quasi un quarto delle emissioni di gas serra degli Stati Uniti ed è il secondo comparto più inquinante dopo i trasporti.
Le posizioni dell’amministrazione
Zeldin ha sostenuto che la misura consentirà di “tagliare la burocrazia” e favorire nuovi investimenti nel settore, in risposta alla crescente domanda di elettricità alimentata anche dall’espansione dei data center per l’intelligenza artificiale. Il sottosegretario al Dipartimento dell’Energia Kyle Haustveit ha definito il provvedimento la fine della “guerra al carbone”, descrivendolo come una fonte “affidabile, conveniente e sicura”.

In modo particolarmente controverso, l’EPA ha anche negato il grave impatto dei gas serra delle centrali americane sul clima globale, scrivendo che “se anche tutte le emissioni di anidride carbonica venissero eliminate domani, non ci sarebbe alcun impatto climatico significativo”.
Il contesto: USA primo inquinatore della storia
Gli Stati Uniti sono il maggiore emettitore storico di CO₂: dal 1751 ad oggi hanno causato il 23,52% delle emissioni globali. Nel 2025 sono stati responsabili di oltre un terzo dell’aumento globale delle emissioni connesse all’energia, con il Nord America che ha registrato una crescita delle emissioni del 2,7% – la seconda più alta al mondo dopo l’Africa – invertendo il trend virtuoso degli ultimi dieci anni.
La decisione sulle centrali si inserisce in una strategia più ampia dell’amministrazione Trump, che ha già eliminato gli standard sui gas serra prodotti dalle automobili, alleggerito le restrizioni sui refrigeranti e abrogato la determinazione scientifica che forniva all’EPA l’autorità legale per emanare regolamentazioni sul clima. Secondo il New York Times, questa sequenza di interventi potrebbe rendere molto più complesso per le prossime amministrazioni ripristinare le limitazioni abrogazioni.