Veicoli elettrici in Cina: 262mila morti evitate nel 2023 grazie alla riduzione dell’inquinamento urbano

Lo studio dell’Università di Wuhan su Nature Health su 150 città cinesi: PM2,5 ridotto del 23,8% anche grazie ai veicoli elettrici.

Veicoli elettrici in Cina: 262mila morti evitate nel 2023 grazie alla riduzione dell’inquinamento urbano

LLe auto elettriche stanno salvando centinaia di migliaia di vite in Cina. È la conclusione di uno studio pubblicato su Nature Health da ricercatori dell’Università di Wuhan, che fornisce la prima evidenza empirica su larga scala dell’impatto sulla salute pubblica della transizione ai veicoli elettrici: entro il 2023, la diffusione dei veicoli a nuova energia nelle città cinesi ha prevenuto circa 262.000 morti non accidentali, riducendo le concentrazioni di PM2,5 del 23,8% e il monossido di carbonio del 30,67% rispetto a uno scenario in cui tutti i veicoli fossero ancora a combustione interna.

Come è stato condotto lo studio

La sfida metodologica centrale era separare l’effetto dell’adozione dei veicoli elettrici dalle decine di altre variabili che influenzano contemporaneamente la qualità dell’aria urbana: attività industriale, emissioni delle centrali elettriche, condizioni meteorologiche stagionali, cicli economici. I ricercatori hanno utilizzato dati satellitari ad alta risoluzione e modelli di machine learning per misurare l’inquinamento in 150 città cinesi, confrontando i livelli reali con uno scenario controfattuale in cui tutti i veicoli fossero ancora a combustione.

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Invece di osservare semplicemente che le città con più auto elettriche hanno aria più pulita, il team ha chiesto: com’è l’aria in queste città rispetto a com’è sarebbe stata senza elettrificazione, tenendo costanti tutte le altre variabili? La differenza tra i dati reali e lo scenario fossile rappresenta il contributo specifico dei veicoli elettrici. Il calcolo dell’impatto sanitario ha poi applicato le relazioni epidemiologiche consolidate tra esposizione a lungo termine agli inquinanti e rischio di mortalità ai dati demografici delle 150 città.

Cosa è cambiato nelle città cinesi

Il PM2,5 – le particelle microscopiche che penetrano in profondità nei tessuti polmonari e entrano nel flusso sanguigno – è il fattore di rischio ambientale per la salute più significativo a livello globale, direttamente collegato a infarti, ictus, tumori polmonari e broncopneumopatie croniche. Una riduzione del 23,8% su 150 città rappresenta un intervento di salute pubblica di proporzioni straordinarie.

Il monossido di carbonio, prodotto quasi esclusivamente dalla combustione incompleta di carburanti fossili, è diminuito del 30,67%: i motori elettrici non ne producono affatto. Dalle riduzioni di questi due inquinanti deriva il dato delle 262.000 morti prevenute, a cui si aggiungono 75.000 decessi evitati per la sola riduzione del CO.

La scala della transizione cinese

I risultati sono inseparabili dalla portata di ciò che la Cina ha effettivamente realizzato. Nel 2025, più della metà di tutte le auto vendute in Cina era elettrica, uno dei passaggi di massa più rapidi nella storia della tecnologia di consumo. A titolo di confronto, nello stesso periodo gli Stati Uniti hanno raggiunto una quota di mercato EV di circa il 10%, l’Unione Europea di circa il 25%. È proprio questa quota elevata ad aver reso il segnale statistico abbastanza forte da poter essere isolato e misurato con sicurezza.

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Il nodo della rete elettrica a carbone

Lo studio affronta anche l’obiezione più ricorrente: la rete elettrica cinese funziona ancora per quasi il 55% a carbone. Se l’energia che carica i veicoli proviene da centrali a carbone, le emissioni non vengono eliminate, vengono semplicemente spostate dalla marmitta in città al camino della centrale in periferia.

I dati mostrano che i veicoli elettrici in Cina emettono il 25,3% in meno di gas serra rispetto alle auto a benzina su base annua, ma comportano impatti maggiori sulla trasformazione del territorio a causa dell’intensità carbonica della rete. Le analisi di sensibilità indicano tuttavia che all’aumentare della quota di energia pulita nel mix elettrico, i danni alla salute umana si riducono di un ulteriore 15% e i costi di depauperamento delle risorse del 91%: un argomento forte per continuare sia la transizione ai veicoli elettrici sia quella energetica.

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