El Niño, probabilità oltre il 60% di un ritorno entro l’estate? Alcuni scenari parlano di “super evento”

I ricercatori della Columbia University sottolineano però che sarebbe “un po’ sorprendente” registrare un nuovo El Niño così presto.

El Niño, probabilità oltre il 60% di un ritorno entro l’estate? Alcuni scenari parlano di “super evento”

IIl fenomeno di El Niño potrebbe tornare nei prossimi mesi con una probabilità superiore al 60%. È quanto comunica la US National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), che segnala come indicatori chiave – ingenti quantità di calore negli strati sub-superficiali dell’oceano e l’atteso indebolimento dei venti alisei – stiano già preparando il terreno per un nuovo episodio. Secondo gli esperti, il fenomeno potrebbe coincidere con l’arrivo dell’estate o slittare più avanti nel corso del 2026.

Cosa si intende per El Niño

El Niño è un fenomeno climatico ciclico che si manifesta con una cadenza variabile tra i due e i sette anni. Si genera quando la superficie dell’Oceano Pacifico centrale registra un aumento di temperatura di almeno 0,5°C per un periodo non inferiore ai cinque mesi.

Il collasso del sistema di correnti oceaniche dell’Atlantico
© Pixabay

In condizioni normali, i venti alisei soffiano da est verso ovest lungo l’equatore, trasportando l’acqua calda verso le coste asiatiche e favorendo la risalita di acque fredde e ricche di nutrienti dai fondali (fenomeno di upwelling). Quando El Niño si attiva, questo meccanismo si interrompe, con conseguenze meteorologiche di vasta portata su scala globale: temperature più elevate, precipitazioni anomale, siccità e tempeste fuori dagli schemi abituali.

Possibile un “super El Niño”?

Alcuni esperti parlano di uno scenario ancora più estremo. Il Climate Prediction Center della NOAA stima una probabilità su tre che l’episodio risulti “forte” tra ottobre e dicembre 2026. Ben Noll, esperto del Washington Post, ha citato nuove linee guida che indicano una probabilità del 75% di un super El Niño entro ottobre, con alcuni scenari che suggeriscono l’evento più intenso da oltre un secolo, con impatti meteorologici che potrebbero protrarsi fino al 2027.

Coralli Barriera Corallina
© Pexels

Dal punto di vista tecnico, un El Niño “moderato” si verifica quando la temperatura superficiale del mare nel Pacifico tropicale supera la norma di un valore compreso tra 1°C e 1,4°C, mentre un El Niño “forte” richiede un’anomalia di almeno 1,5°C. Il termine “super El Niño”, invece, non costituisce una categoria scientifica ufficiale ma viene utilizzato per descrivere eventi di eccezionale intensità.

I dubbi degli scienziati

Non tutti gli esperti concordano con gli scenari più estremi. I ricercatori della Columbia University sottolineano che sarebbe “un po’ sorprendente” registrare un nuovo El Niño così presto dopo l’episodio di intensità moderatamente forte del 2023-2024: “Ci vuole tempo per ricaricare la “batteria” di calore nel Pacifico orientale“, spiegano, aggiungendo però che “forse il riscaldamento di origine antropica sta riducendo il tempo necessario per ricaricare la batteria“.

Lo studio, pubblicato a marzo, sposta tuttavia l’attenzione su un tema ancora più rilevante: non tanto l’intensità o la frequenza di El Niño in sé, quanto “la straordinaria, e tuttora in corso, accelerazione del riscaldamento della superficie oceanica“, un processo di fondo che rende qualsiasi episodio futuro potenzialmente più impattante di quelli del passato.

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