Europa, nel 2025 le rinnovabili superano per la prima volta le fossili
Per la prima volta le rinnovabili hanno superato le energie fossili in Europa, in termini di produzione di elettricità.
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IIl 2025 ha segnato un passaggio storico per la transizione energetica europea. Per la prima volta le fonti rinnovabili hanno superato quelle fossili nella produzione di elettricità nel Vecchio Continente. A certificare il sorpasso è l’European Electricity Review 2026, il rapporto del think tank Ember, che fotografa un sistema energetico in rapido cambiamento, spinto soprattutto dalla crescita del solare e dall’inarrestabile declino del carbone.
Secondo il rapporto, considerando l’insieme delle fonti pulite (solare, eolico, idroelettrico e altre rinnovabili) nel 2025 queste hanno coperto il 48% della produzione elettrica europea. Il dato più significativo riguarda però il confronto diretto tra rinnovabili “variabili” e fonti fossili: eolico e solare hanno raggiunto il 30% del mix elettrico, superando carbone, petrolio e gas, fermi complessivamente al 29%. Il nucleare, invece, ha contribuito per il 23 per cento, mantenendo un ruolo stabile ma senza la dinamica di crescita che caratterizza le rinnovabili.
Rinnovabili in Europa: un cambiamento strutturale, non un episodio isolato
Il sorpasso del 2025 non è un evento casuale, ma il risultato di un trend di lungo periodo. Le fonti fossili continuano a perdere terreno in gran parte dell’Unione europea, mentre solare ed eolico avanzano in modo costante. In quattordici dei ventisette Stati membri, tra cui Svezia, Danimarca, Spagna, Francia, Germania e Paesi Bassi, le rinnovabili hanno già superato le fossili nel mix elettrico nazionale.
L’Italia non rientra ancora in questo gruppo: nel nostro Paese il divario tra rinnovabili e fonti fossili resta significativo, anche se in progressiva riduzione, un segnale che indica come la transizione sia avviata, ma non ancora abbastanza rapida da colmare il ritardo accumulato negli anni precedenti.
Il solare traina la transizione europea
La vera protagonista del 2025 è stata l’energia solare. Grazie al costo sempre più basso degli impianti fotovoltaici e a condizioni meteorologiche favorevoli, la produzione da solare ha raggiunto 369 terawattora, con una crescita di oltre il 20% rispetto al 2024. È il quarto anno consecutivo in cui il fotovoltaico registra un aumento superiore ai venti punti percentuali.

Un dato simbolico arriva dal mese di giugno, quando per la prima volta il solare è diventato la principale fonte di elettricità a livello continentale. Al contrario, l’idroelettrico ha subito un calo del 12 per cento a causa delle scarse precipitazioni, mentre l’eolico è cresciuto solo del 2,5 per cento, penalizzato da condizioni meno ventose nonostante l’aumento della potenza installata.
Carbone in caduta libera, ma il gas resta centrale
Sul fronte delle fonti fossili, il segnale più incoraggiante riguarda il carbone. Nel 2025 questa fonte altamente climalterante è scesa sotto il 10% della produzione elettrica europea. Diciannove Paesi l’hanno ormai quasi completamente eliminata dal proprio mix, mentre Germania e Polonia restano le principali eccezioni.

Più complessa la situazione del gas. Le centrali a gas hanno prodotto 466 terawattora nel 2025, con un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Secondo Ember, questo incremento è legato soprattutto al calo dell’idroelettrico: negli anni precedenti, infatti, anche il gas aveva registrato una flessione, in parte dovuta all’aumento dei prezzi successivo all’invasione russa dell’Ucraina.