Beach Litter 2025: sulle spiagge italiane quasi 900 rifiuti ogni 100 metri

La plastica si conferma il principale nemico del mare: rappresenta il 77,9% dei rifiuti rinvenuti (43.776 oggetti su 56.168 totali).

Beach Litter 2025: sulle spiagge italiane quasi 900 rifiuti ogni 100 metri

LLe spiagge italiane continuano a trasformarsi in una vera e propria pattumiera a cielo aperto. L’indagine Beach Litter 2025 di Legambiente ha rilevato una media impressionante di 892 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. Un dato che mette in luce un peggioramento rispetto all’anno precedente e che testimonia quanto il fenomeno del marine litter, ovvero i rifiuti dispersi in mare e lungo le coste, sia una delle principali minacce per gli ecosistemi marini, con gravi conseguenze sia per la fauna selvatica sia per la salute umana.

Beach Litter 2025

I numeri dell’indagine Beach Litter 2025

Quest’anno sono state monitorate 63 spiagge in 13 Regioni, quasi il doppio rispetto all’edizione del 2024. Su un’area complessiva di 196.890 mq sono stati raccolti e catalogati 56.168 rifiuti. L’analisi attraverso il Clean Coast Index (CCI) conferma un peggioramento della situazione: il 28% delle spiagge risulta “sporca” o “molto sporca”, contro il 6,6% del 2024. Parallelamente diminuiscono le spiagge classificate come “molto pulite” (dal 42% al 27%) e “pulite” (dal 24,2% al 14%).

La plastica domina incontrastata tra i rifiuti

Ancora una volta la plastica si conferma il principale nemico del mare: rappresenta il 77,9% dei rifiuti rinvenuti (43.776 oggetti su 56.168 totali). Seguono vetro e ceramica (8,3%), carta e cartone (4,3%), metalli (3,6%) e legno (2,4%). Preoccupano in particolare i prodotti in plastica monouso e gli attrezzi da pesca, che da soli costituiscono il 40,5% dei rifiuti totali, nonostante la messa al bando sancita dalla Direttiva europea SUP (Single Use Plastics).

Mozziconi e cotton fioc: i nemici che resistono

I mozziconi di sigaretta continuano a “spopolare”: costituiscono il 7,5% dei rifiuti totali, con una media di 7 mozziconi ogni 10 metri di spiaggia. Dal 2014 a oggi, con il monitoraggio Beach Litter, sono state censite quasi 47.000 unità, pari al 9,4% dei rifiuti registrati. Altro grande problema restano i cotton fioc in plastica (il 5,6% del totale), nonostante il divieto in Italia sia in vigore dal 2019.

La top ten dei rifiuti spiaggiati

Ben il 61% dei rifiuti raccolti è riconducibile a sole 10 tipologie di oggetti. Oltre a mozziconi e cotton fioc, spiccano:

  • pezzi di plastica tra 2,5 e 50 cm (13% del totale);
  • tappi e coperchi in plastica (8,2%);
  • pezzi di polistirolo tra 2,5 e 50 cm (6,9%);
  • salviette umide (4,7%);
  • materiale da costruzione (4,2%);
  • bottiglie e contenitori per bevande in plastica (3,7%);
  • buste e sacchetti (3,6%);
  • frammenti di vetro e ceramica (3,2%).

Citizen science e mobilitazione: Spiagge e Fondali Puliti

Il progetto Beach Litter è reso possibile grazie a un grande lavoro di citizen science, con centinaia di volontari dei circoli di Legambiente che ogni anno monitorano e classificano i rifiuti. L’obiettivo non è solo raccogliere dati scientifici, ma anche mantenere alta l’attenzione pubblica su un problema che colpisce duramente i nostri lidi.

Beach Litter 2025: sulle spiagge italiane quasi 900 rifiuti ogni 100 metri
© Credits: Pexels

Dal 4 al 6 aprile e oltre, l’iniziativa Spiagge e Fondali Puliti invita cittadini, famiglie e scuole a partecipare attivamente alla pulizia delle spiagge, armati di guanti e pinze raccogli-rifiuti, per contribuire a un mare libero da plastica e immondizia. Una mobilitazione che vuole scuotere le coscienze e sensibilizzare chi ancora considera le spiagge come discariche a cielo aperto.

Un mare più pulito è possibile

I dati del Beach Litter 2025 parlano chiaro: la situazione delle nostre spiagge è in netto peggioramento. Per invertire la rotta servono politiche più incisive, controlli efficaci, ma anche un forte impegno individuale e collettivo. Solo riducendo i consumi di plastica, rispettando le normative e partecipando ad azioni concrete di pulizia e sensibilizzazione, potremo restituire al mare la dignità che merita e garantire un futuro sostenibile alle prossime generazioni.

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