The Lancet: l’inquinamento da plastica costa 1,5 trilioni di dollari l’anno alla salute mondiale

L’inquinamento da plastica rappresenta un pericolo grave e crescente per la salute umana e planetaria: lo studio pubblicato su The Lancet.

The Lancet: l’inquinamento da plastica costa 1,5 trilioni di dollari l’anno alla salute mondiale

UUn nuovo rapporto pubblicato su The Lancet mette in guardia contro un’emergenza ormai innegabile: l’inquinamento da plastica rappresenta una minaccia crescente non solo per l’ambiente, ma anche per la salute umana. Lo studio, pubblicato alla vigilia dei negoziati finali di Ginevra per un trattato globale sulla plastica, fornisce la valutazione più aggiornata sui legami tra ciclo di vita della plastica, malattie e costi economici.

La plastica e l’impatto pervasivo sulla salute

Si stima che 8 miliardi di tonnellate di rifiuti plastici inquinino il pianeta. Le micro e nanoplastiche sono ormai state rilevate in aree remote, negli ecosistemi marini e terrestri, fino al corpo umano. Il nuovo rapporto evidenzia come la plastica influisca sulla salute in ogni fase della vita, dall’infanzia alla vecchiaia, con effetti più pesanti sulle popolazioni vulnerabili, in particolare bambini e neonati.

cibo e plastica Pixabay
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Gli studiosi sottolineano che i danni non si limitano al piano biologico: i costi economici legati a malattie e morti premature attribuibili alla plastica ammontano a circa 1,5 trilioni di dollari l’anno.

Un trattato per fermare l’inquinamento da plastica

Dal 5 al 14 agosto 2025, a Ginevra, 180 Paesi hanno provato a negoziare la stesura finale di un accordo internazionale giuridicamente vincolante per affrontare il problema della plastica lungo l’intero ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento. Philip Landrigan, pediatra ed epidemiologo del Boston College e autore principale del rapporto, ha ribadito la necessità che il trattato includa misure di protezione per la salute e l’ambiente: «Sappiamo molto sugli impatti della plastica. Questi ricadono soprattutto sui soggetti più vulnerabili. È nostro dovere agire di conseguenza».

Il summit di Ginevra si è chiuso con un nulla di fatto. I negoziati, iniziati il 5 agosto, si sono bloccati a causa delle divisioni tra Paesi contrari a limiti globali sulla produzione di plastica, e i contrasti tra Paesi in via di sviluppo sui meccanismi finanziari, come sottolineato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica italiano: “Nonostante due settimane di trattative e diversi tentativi di compromesso, nessuna proposta ha ottenuto consenso. La sessione è stata quindi sospesa, in attesa di nuove date per il prossimo round negoziale“.

Il Lancet Countdown on Health and Plastics

Accanto al rapporto, è stato annunciato il lancio del Lancet Countdown on Health and Plastics, un sistema indipendente di monitoraggio ispirato al modello già attivo per il cambiamento climatico. L’iniziativa raccoglierà dati scientifici su produzione, emissioni, esposizioni, impatti sulla salute e interventi, offrendo ai decisori politici strumenti affidabili per valutare i progressi nella riduzione dell’inquinamento da plastica.

Plastica, una crisi globale che richiede soluzioni globali

Secondo gli esperti, l’impatto della plastica sulla salute è paragonabile – e in alcuni casi superiore – a quello del piombo e dell’inquinamento atmosferico. Eppure, a differenza di altri inquinanti, la plastica potrebbe essere ridotta più facilmente attraverso politiche efficaci, come limiti alla produzione, miglior riciclo e materiali alternativi. Senza un intervento rapido, le proiezioni indicano che la produzione globale di plastica, pari a oltre 400 milioni di tonnellate nel 2022, potrebbe triplicare entro il 2060.

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Le micro e nanoplastiche rappresentano la minaccia più insidiosa: invisibili a occhio nudo, penetrano nei corpi umani e contaminano catene alimentari ed ecosistemi. Sebbene gli effetti a lungo termine siano ancora oggetto di studio, è già evidente che costituiscono una crisi mondiale collegata a quella climatica. Per Landrigan e gli altri autori del rapporto, questo è il momento decisivo: «A Ginevra si presenta l’opportunità di costruire una cooperazione internazionale significativa ed efficace. È una sfida che non possiamo permetterci di ignorare».

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