Donald Trump annuncia il ritiro degli USA dal trattato ONU sul clima
Con un memorandum firmato alla Casa Bianca, il presidente Trump ha disposto l’uscita di Washington dalla UNFCCC e non soltanto.
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LLa decisione di Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dal trattato ONU sul clima segna uno dei passaggi più controversi e dirompenti della nuova fase della politica estera americana. Con un memorandum firmato alla Casa Bianca, il presidente ha disposto l’uscita di Washington dalla UNFCCC, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, e dal IPCC, il principale organismo scientifico internazionale sul clima. Una scelta che va ben oltre il già annunciato ritiro dall’Accordo di Parigi e che isola gli Stati Uniti dal cuore stesso della governance climatica globale.
Trump annuncia il ritiro degli USA dal trattato ONU sul clima e non solo
La Convenzione UNFCCC rappresenta infatti l’architrave dell’azione internazionale contro il riscaldamento globale. Approvata nel 1992 durante il Vertice della Terra di Rio de Janeiro ed entrata in vigore nel 1994, è stata ratificata da 195 Paesi e costituisce la base giuridica di tutti i negoziati climatici successivi, compreso l’Accordo di Parigi del 2015. Uscire dall’UNFCCC significa abbandonare il tavolo dei negoziati, rinunciando a partecipare alle Conferenze delle Parti (Cop) e alla definizione delle regole comuni per la riduzione delle emissioni.
Secondo quanto comunicato dalla Casa Bianca, la decisione rientra in una revisione complessiva dei rapporti degli Stati Uniti con il sistema multilaterale. In totale, Washington uscirà da 66 organizzazioni e trattati internazionali, molti dei quali sotto l’egida delle Nazioni Unite. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha giustificato la scelta sostenendo che l’attuale architettura internazionale sarebbe “dominata da un’ideologia progressista” e non più coerente con gli interessi nazionali americani.
Particolarmente grave, secondo la comunità scientifica, è anche l’uscita dall’IPCC, l’organismo che fornisce ai governi di tutto il mondo le valutazioni più autorevoli sullo stato del clima, sui rischi futuri e sulle strategie di mitigazione e adattamento. Gli Stati Uniti non sono solo un attore politico centrale, ma anche uno dei principali contributori scientifici e finanziari ai lavori dell’IPCC. Il ritiro rischia quindi di indebolire la base scientifica globale su cui si fondano le politiche climatiche.
Le prime reazioni alla decisione degli Stati Uniti
Le reazioni non si sono fatte attendere. Numerosi scienziati hanno definito la decisione “imbarazzante” e pericolosa, mentre le organizzazioni ambientaliste parlano di un passo senza precedenti. Jean Su, del Center for Biological Diversity, ha sottolineato che l’uscita dall’UNFCCC è “di un ordine di grandezza superiore” rispetto al ritiro dall’Accordo di Parigi, perché cancella completamente il coinvolgimento degli Stati Uniti nel processo multilaterale sul clima.

Le conseguenze potrebbero essere rilevanti anche sul piano geopolitico ed economico. Gli Stati Uniti sono il secondo emettitore mondiale di gas serra dopo la Cina, e la loro assenza rischia di rallentare ulteriormente gli sforzi globali di riduzione delle emissioni. Allo stesso tempo, la mossa potrebbe rafforzare la leadership climatica e industriale di Pechino, già dominante nel settore delle tecnologie pulite. L’Unione Europea, nonostante le difficoltà interne, continua invece a puntare su rinnovabili e decarbonizzazione.
Secondo John Kerry, già inviato speciale per il clima dell’amministrazione Biden, la scelta di Trump è “un regalo alla Cina e una via d’uscita per gli inquinatori”. Inoltre, alcuni giuristi avvertono che un futuro rientro degli Stati Uniti nel quadro ONU sul clima potrebbe essere molto complesso, richiedendo l’approvazione del Senato. Un’ipotesi che rende questa decisione non solo simbolica, ma potenzialmente duratura.