Decarbonizzazione: 826 miliardi di benefici l’anno in Europa, in Italia ogni euro investito ne restituisce tre

Decarbonizzazione: al 2030 quasi 34mila morti premature evitate, 8,5 milioni di posti di lavoro, 713 euro di risparmio pro capite sulle bollette.

Decarbonizzazione: 826 miliardi di benefici l’anno in Europa, in Italia ogni euro investito ne restituisce tre

LLa transizione energetica non è solo una necessità climatica: è un investimento conveniente per l’economia, la salute pubblica e il mercato del lavoro. È la tesi centrale del report Europe’s climate dividend: Economic benefits, jobs, health and lower energy costs, realizzato da Climact e promosso dal consorzio LIFE Plan4Climate e da CAN Europe, di cui fa parte il WWF Italia.

Nello scenario di decarbonizzazione al 2040, nell’Unione Europea si genererebbero oltre 826 miliardi di euro di benefici monetizzati l’anno al 2030, destinati a salire a quasi 2.000 miliardi al 2050, circa il 13% del PIL dell’UE. I benefici derivano da minori costi dell’energia, migliore salute pubblica, meno giornate di lavoro perse per malattia e minori danni climatici. Nel 2030, questo si traduce in 8,5 milioni di posti di lavoro, quasi 34mila morti premature evitate ogni anno, 8mila ricoveri in meno e 3,3 milioni di giorni di malattia evitati. Il risparmio energetico arriverebbe a 713 euro pro capite.

I dati per l’Italia

Per l’Italia i benefici monetizzati ammontano a 84,2 miliardi di euro l’anno nel 2030, salendo a 227,8 miliardi nel 2050. Il rapporto tra investimento e ritorno è netto: a fronte di una spesa media di 47,7 miliardi l’anno tra il 2026 e il 2050, il ritorno medio supera i 143 miliardi l’anno. L’investimento si ripagherebbe già nel 2032 (383 miliardi investiti contro 428 di co-benefici cumulati); nel 2042 i benefici raddoppierebbero rispetto agli investimenti, nel 2050 triplicherebbero.

Il risparmio sui costi energetici è la componente principale: ogni cittadino italiano risparmierebbe in bolletta 533 euro l’anno nel 2030, 1.347 nel 2040 e 1.895 nel 2050. Nel 2030 il contributo più rilevante arriva dalla riduzione dei consumi di petrolio (523 euro pro capite) e del gas (114 euro).

Lavoro, povertà energetica e salute

Gli investimenti sosterebbero 676mila nuovi posti di lavoro nel 2030 e circa 506mila in media ogni anno, per un totale cumulativo di 12,7 milioni entro il 2050. L’edilizia pesa per oltre la metà del totale. Gli interventi di efficienza negli edifici residenziali porterebbero tra 1,47 e 2,34 milioni di persone fuori dalla povertà energetica entro il 2030.

Sul fronte della salute, il miglioramento della qualità dell’aria e degli ambienti interni eviterebbe 3.509 morti premature nel 2030 e in media 3.717 l’anno tra il 2026 e il 2050, oltre a circa 925 ricoveri in meno all’anno. In termini di inquinanti, tra il 2026 e il 2030 si eviterebbero circa 553mila tonnellate di ossidi di azoto, polveri sottili e anidride solforosa.

Le richieste del WWF Italia

Il WWF Italia sottolinea che gli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC) non sono sufficientemente ambiziosi rispetto alla legislazione europea, e che ogni anno di ritardo allontana i benefici descritti. L’organizzazione chiede al Governo un piano chiaro di investimenti pubblici al 2030 e al 2040, la destinazione del 100% dei proventi dell’ETS alle politiche climatiche e l’utilizzo del Fondo sociale per il clima per soluzioni strutturali contro la povertà energetica.

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