Caldo estremo, nel 2050 i decessi nei paesi poveri saranno dieci volte quelli dei paesi ricchi

In Pakistan il tasso di mortalità legato alle ondate di caldo potrebbe superare quello degli ictus e delle malattie polmonari.

Caldo estremo, nel 2050 i decessi nei paesi poveri saranno dieci volte quelli dei paesi ricchi

LLe ondate di caldo estremo colpiranno tutti, ma non allo stesso modo. Entro il 2050, le morti legate alle temperature estreme saranno dieci volte più numerose nei paesi poveri rispetto a quelli ricchi: 391mila decessi l’anno nelle nazioni a reddito basso o medio-basso, contro 39mila in quelle più agiate. Circa il 90% delle vittime del caldo sarà concentrato nelle aree più vulnerabili del pianeta.

È la stima contenuta in uno studio del Climate Impact Lab dell’Università di Chicago, basato su dati raccolti in 25mila regioni di tutto il mondo e costruito su uno scenario di riscaldamento globale di 2,1 gradi centigradi rispetto al periodo pre-industriale, una soglia considerata prudente, dal momento che le proiezioni basate sugli impegni di riduzione delle emissioni attualmente assunti dai governi indicano una traiettoria verso 2,5 gradi o più.

Caldo estremo, il problema della disuguaglianza climatica

Il cuore dello studio è la disparità geografica e socioeconomica degli impatti. Nei 25 paesi più colpiti figurano alcune delle nazioni più povere del pianeta: Bangladesh, Burkina Faso, Pakistan, Mauritania e Mali. In Niger i ricercatori stimano 60 morti aggiuntive ogni 100mila abitanti. In Pakistan il tasso di mortalità legato alle ondate di caldo potrebbe superare quello degli ictus e delle malattie polmonari.

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© Credits: Pexels

A determinare questo divario è la combinazione di più fattori: l’accesso limitato agli impianti di climatizzazione e ai “rifugi climatici”, condizioni di lavoro spesso esposte alle temperature esterne, sistemi sanitari fragili e la probabile diffusione di malattie favorite dall’aumento delle temperature, a partire dalla malaria.

Questo rapporto evidenzia una delle ironie più crudeli dei cambiamenti climatici: si prevede che causeranno la morte di milioni di persone nei paesi che hanno meno contribuito a generarli“, ha dichiarato Michael Greenstone, tra gli autori dello studio. Le nazioni in via di sviluppo hanno storicamente emesso quantità di gas serra infinitamente inferiori rispetto ai paesi industrializzati del Nord del mondo.

Lo studio segnala aumenti netti della mortalità anche in alcuni paesi europei, tra cui Spagna, Italia, Grecia, Moldavia e Serbia, nazioni non tra le più povere del pianeta, ma esposte a ondate di calore sempre più intense e prolungate, come abbiamo già visto nel corso degli ultimi anni.

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