Caldo e piante: tra il 7% e il 16% delle specie vascolari rischia di perdere oltre il 90% del proprio habitat entro il 2100
Lo studio pubblicato su Science analizza 67.664 specie di piante in quattro scenari di emissione. Ecco cosa rivelano i ricercatori.
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IIl cambiamento climatico sta rimodellando profondamente i luoghi in cui le piante possono vivere, e per molte specie il risultato potrebbe essere l’estinzione. Uno studio pubblicato su Science, basato sull’analisi di 67.664 specie di piante vascolari – il 18% di quelle conosciute – sotto quattro scenari di emissione di gas serra per il periodo 2081-2100, stima che tra il 7% e il 16% delle specie vegetali perderà più del 90% del proprio areale, esponendosi a un alto rischio di estinzione.
La perdita di habitat, non la dispersione, è la minaccia principale
La causa principale di queste perdite non è l’incapacità delle piante di spostarsi abbastanza in fretta, ma la scomparsa degli habitat idonei indotta dal cambiamento climatico: dal 70% all’80% delle perdite previste deriva da questo fattore. Molte specie si stanno già spostando per rimanere all’interno di condizioni ambientali favorevoli, ma in numerosi casi non esisterà più un habitat adeguato verso cui migrare.

Più biodiversità locale, ma non meno estinzioni
Lo studio prevede che le migrazioni delle piante verso habitat di nuova idoneità aumenteranno la ricchezza locale di specie nel 28% della superficie terrestre e manterranno la diversità nelle aree tropicali e subtropicali. Alle medie latitudini (tra 30° e 50° in entrambi gli emisferi) si produrrà un consistente ricambio di specie.
Nelle regioni a nord del 50° parallelo, però, il riscaldamento è così rapido che la maggior parte delle piante non riesce a tenere il passo: il risultato sarà una diffusa scomparsa locale e un netto calo della ricchezza di specie. La conclusione degli autori è chiara: gli spostamenti degli areali possono contribuire a sostenere la biodiversità locale, ma “è improbabile che offrano un grande sollievo contro le estinzioni globali”.
Le specie a rischio
Tra le specie che rischiano di perdere oltre il 90% del proprio habitat entro fine secolo figurano il Catalina ironwood (Lyonothamnus floribundus), albero raro ed endemico della California la cui distribuzione geografica estremamente limitata rende la scomparsa delle condizioni climatiche idonee di fatto equivalente alla cancellazione dell’intera specie; le Selaginelle (Selaginella spp.), piante appartenenti a una stirpe botanica antichissima con origini evolutive risalenti a oltre 400 milioni di anni fa, che hanno superato diverse estinzioni di massa ma risultano minacciate dal ritmo del cambiamento climatico attuale; e circa un terzo delle specie di eucalipto (Eucalyptus), uno dei gruppi vegetali più iconici e riconoscibili dell’Australia.