Allevamenti intensivi in Pianura Padana: oltre 12 milioni di tonnellate di gas serra l’anno

Il report di Greenpeace fotografa l’impatto ambientale e sanitario degli allevamenti intensivi nella Pianura Padana. I dati ufficiali.

Allevamenti intensivi in Pianura Padana: oltre 12 milioni di tonnellate di gas serra l’anno

GGli allevamenti intensivi di suini, bovini e pollame della Pianura Padana emettono ogni anno 162,7 migliaia di tonnellate di ammoniaca e 12.725 migliaia di tonnellate di gas serra. Sono i dati centrali del report Padania avvelenata, pubblicato da Greenpeace Italia con il supporto delle ricercatrici dell’Università di Siena Valentina Niccolucci e Michela Marchi, che ricostruisce il quadro delle emissioni zootecniche nella regione con la più alta concentrazione di allevamenti intensivi d’Italia.

Allevamenti intensivi in Pianura Padana: le province più inquinanti

Le emissioni più elevate si concentrano nelle province di Brescia, Cremona e Mantova. Un dato in particolare evidenzia il peso della sola provincia di Brescia: i suoi allevamenti sono responsabili del 14,9% delle emissioni zootecniche di ammoniaca e del 15,3% di quelle di gas serra sull’intera Pianura Padana.

A livello comunale, il primato delle emissioni di ammoniaca spetta a Fossano (Cuneo), seguito da Reggio Emilia e Montichiari (Brescia), mentre per i gas serra il comune più emissivo è Reggio Emilia, seguito da Fossano e Parma.

I rischi per la salute e l’ambiente

L’ammoniaca prodotta dalle deiezioni animali – e dall’uso di fertilizzanti azotati – è la seconda causa di formazione di PM2,5 in Italia. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, nel 2023 le polveri sottili PM2,5 hanno causato 43.083 morti nel nostro Paese, il numero più alto in tutta Europa, davanti a Polonia (25.268) e Germania (21.640).

Allevamenti
© Pixabay

A questo si aggiunge il metano, prodotto durante il processo digestivo degli animali: un gas serra fino a 80 volte più impattante della CO₂ nei primi venti anni dall’emissione. Gli impatti non si limitano alle campagne. Nei centri urbani vicini ad aree con forte presenza di allevamenti intensivi, come Milano, le concentrazioni di ammoniaca sono pari a 3-4 volte quelle che caratterizzano altre città europee più distanti dalle zone agricole.

Perché la Pianura Padana è l’epicentro del problema?

Secondo l’Anagrafe Zootecnica, Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna concentrano circa il 60% dei bovini e degli avicoli allevati in Italia e oltre l’80% di tutti i suini. I bovini da soli sono responsabili del 65% delle emissioni di ammoniaca zootecniche e dell’84% di quelle di gas serra. A rendere la situazione più critica contribuisce anche la conformazione geografica della regione: la scarsa ventilazione naturale della Pianura Padana ostacola la dispersione degli inquinanti, rendendola particolarmente vulnerabile agli effetti delle emissioni in atmosfera. Sommando il contributo degli allevamenti a quello del traffico veicolare e delle attività industriali, la qualità dell’aria della pianura risulta tra le peggiori non solo in Italia, ma nell’intera Europa occidentale.

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