Incendi in tutta Europa: quasi 500mila ettari bruciati in due mesi
Dalla Francia alla Grecia, dal Belgio all’Italia: il costo del ripristino dopo gli incendi supera i 5 miliardi di euro.
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Credits: Brigade de sapeurs-pompiers de Paris
UUn’estate di fuoco sta devastando l’Europa. Dalle ondate di caldo prolungate che si sono susseguite dalla fine di maggio, con suoli e vegetazione resi estremamente aridi, venti sostenuti e temperature record, si sono create le condizioni perfette per i mega-incendi. In Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Romania, in due mesi sono andati in fumo complessivamente quasi 500mila ettari di foresta e vegetazione, per un costo di ripristino stimato in oltre 5 miliardi di euro.
E questo mentre la stagione estiva ancora non conclusa. Il dato si basa sulla stima del ministero della Transizione ecologica francese, secondo cui restaurare un ettaro di foresta bruciata può costare fino a 10mila euro.
Belgio: il peggior incendio della storia moderna
In Belgio si è registrato il più grave incendio della storia moderna del Paese: circa tremila ettari di vegetazione distrutti nell’altopiano di Hautes Fagnes, la più grande area protetta belga, situata tra la Vallonia e i land tedeschi di Renania-Palatinato e Renania Settentrionale-Vestfalia.
Circa 500 vigili del fuoco hanno combattuto le fiamme per giorni, finché una rapida perturbazione tra il 16 e il 17 agosto ha migliorato temporaneamente la situazione. L’episodio ha però riaperto il dibattito sull’impreparazione del Paese di fronte agli impatti dei cambiamenti climatici.
Francia, Grecia, Portogallo e Balcani
In Francia, dopo il mega-incendio della Gironda – circa 42mila ettari distrutti – altri roghi gravi hanno colpito le Landes (1.700 ettari), il dipartimento del Var (2.550 ettari) e l’area di Biscarosse. In Grecia due incendi hanno colpito l’isola di Salamina, non lontano da Atene: due persone hanno perso la vita e 600 sono state evacuate via mare. In precedenza le fiamme avevano già colpito i pressi di Salonicco e l’isola di Creta.

In Portogallo due incendi stanno devastando il nord del Paese: a Torre de Moncorvo quasi 400 pompieri combattono roghi che hanno già distrutto almeno 900 ettari, mentre altri 170 vigili del fuoco sono impegnati a Ponte de Lima. In Spagna, dopo l’incendio che ha colpito la periferia di Madrid, un soldato è morto cercando di spegnere le fiamme che bruciano la foresta di Aragona.
Nei Balcani la situazione è altrettanto grave: in Croazia una persona è morta, decine sono rimaste ferite e migliaia sono state evacuate. In Serbia incendi gravi hanno colpito la riserva naturale di Deliblato Sands e i pressi di Kraljevo. Altri roghi hanno interessato la Romania.
Italia: +133% rispetto alla media ventennale
Anche l’Italia è duramente colpita. Secondo il WWF, sono 70mila gli ettari andati in fumo finora nel Paese: “L’equivalente di circa 100mila campi da calcio, con un aumento del 133% rispetto alla media degli ultimi venti anni“.

Di fronte all’emergenza continentale, l’Unione europea ha attivato più volte il Meccanismo di protezione civile comunitario per distribuire risorse e coordinare i soccorsi. Numerose nazioni si interrogano ora sulla necessità di rafforzare le proprie capacità di risposta agli incendi, in un contesto in cui le condizioni climatiche che li alimentano sembrano destinate a diventare sempre più frequenti.