Overshoot Day 2026: l’umanità ha esaurito le risorse che la Terra rigenera in un anno
Overshoot Day 2026: la data è di sei giorni più tarda rispetto al 2025, ma non per un miglioramento reale.
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IIl 30 luglio 2026 è l’Earth Overshoot Day: il giorno in cui, secondo il Global Footprint Network, l’umanità ha consumato l’intero budget annuale di risorse ecologiche che il Pianeta è in grado di rigenerare in un anno. Da oggi in poi si vive “a credito”, intaccando il capitale naturale stimato per l’anno successivo e accelerando la perdita di biodiversità, la deforestazione, il degrado del suolo e l’aumento delle concentrazioni di gas serra in atmosfera.
Overshoot Day: come si calcola
La data si ottiene dividendo la biocapacità del Pianeta – la quantità di risorse ecologiche che la Terra riesce a generare in quell’anno – per l’impronta ecologica dell’umanità, moltiplicando poi per il numero di giorni dell’anno. Il calcolo si basa sui National Footprint and Biocapacity Accounts, curati dalla York University per conto di FoDaFo.
Quest’anno l’Overshoot Day cade sei giorni più tardi rispetto al 2025, quando era stato registrato il record negativo del 24 luglio. Lo spostamento in avanti, tuttavia, non è il frutto di un miglioramento reale dei consumi globali: dipende quasi interamente da una correzione al rialzo della capacità dell’oceano di assorbire il carbonio, che ha aggiustato la stima senza riflettere riduzioni effettive del sovrasfruttamento.

In termini di intensità, il 2026 rappresenta il livello di sovrasfruttamento ecologico più alto mai registrato: l’umanità sta usando la natura il 73% più velocemente di quanto gli ecosistemi riescano a rigenerare, l’equivalente di 1,73 Terre consumate ogni anno.
Ogni Paese ha la sua data
Il 30 luglio è la media globale, ma ogni Paese ha un proprio Overshoot Day, calcolato come se l’intera umanità vivesse secondo i consumi di quella nazione. I Paesi con l’impronta più alta esauriscono prima il loro budget: se tutti consumassero come il Qatar, le risorse si esaurirebbero già il 4 febbraio. L’Italia si colloca molto prima della media globale: il suo Overshoot Day è caduto il 3 maggio, quasi tre mesi prima di quello mondiale.
Governi impreparati
Quest’anno il Global Footprint Network accompagna la data con un nuovo rapporto, Prepared for the predictable?, che punta il dito sulla scarsa preparazione dei governi: quasi nessuno tratta la sicurezza delle risorse come parte centrale della propria pianificazione economica, mentre il sovrasfruttamento ecologico alimenta stagflazione, insicurezza alimentare ed energetica, crisi sanitarie e conflitti. “I Paesi che pianificano per un futuro con risorse limitate saranno quelli meglio posizionati per reggerne l’urto, ma al momento quasi nessuno lo fa”, ha dichiarato David Lin, tra gli autori del rapporto e chief scientist dell’organizzazione.

La campagna #MoveTheDate del Global Footprint Network raccoglie oltre 100 soluzioni già disponibili in cinque aree chiave — città, energia, cibo, popolazione e Pianeta — e stima che una riduzione del 50% delle emissioni di CO₂ da combustibili fossili sposterebbe la data di tre mesi.