Pesticidi, i 5 frutti più contaminati in Italia: uva in testa con 19 molecole diverse
Le indagini de il Salvagente su 11 anni di test di laboratorio fotografa il fenomeno del multiresiduo di pesticidi nella frutta che mangiamo
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FFrutta e verdura fanno bene, ma non sempre sono esenti da rischi chimici. Undici anni di test di laboratorio condotti da Il Salvagente rivelano un fenomeno diffuso nell’agricoltura intensiva italiana: il cosiddetto “effetto cocktail”, ovvero la presenza contemporanea di più pesticidi in un singolo alimento. Prodotti che risultano legalmente conformi – perché ogni singola sostanza rimane al di sotto dei limiti di legge – ma che espongono il consumatore a combinazioni di fitofarmaci di cui la normativa europea non valuta gli effetti sinergici.
Il meccanismo è noto: per non superare le soglie normative relative a ciascuna molecola, i produttori ricorrono a miscele di pesticidi diversi con la stessa funzione, abbassando le dosi di ognuno. Il risultato è un prodotto formalmente a norma, ma chimicamente complesso.
I rischi del multiresiduo di pesticidi
La comunità scientifica segnala da tempo i pericoli dell’esposizione multipla a basse dosi. Molti dei pesticidi comunemente impiegati agiscono come interferenti endocrini, alterando l’equilibrio ormonale, il metabolismo e lo sviluppo cognitivo anche a concentrazioni ridotte.

Le fasce più vulnerabili – donne in gravidanza e bambini, con sistemi di detossificazione ancora immaturi – sono quelle a maggior rischio. Studi recenti hanno evidenziato un’associazione tra l’esposizione combinata a miscele di pesticidi e un aumento del rischio di tumori infantili e alterazioni metaboliche.
Quali sono i 5 frutti più contaminati?
Al primo posto si trova l’uva da tavola, con picchi di 19 molecole diverse – 10 fungicidi e 9 insetticidi – rilevate in un singolo campione. La buccia sottile e la viticoltura intensiva la rendono particolarmente esposta all’accumulo chimico. Le pere occupano il secondo posto con 12 molecole diverse, accumulate durante i numerosi trattamenti in coltivazione e nella fase di post-raccolta per garantirne la conservazione, difficili da eliminare anche con un lavaggio accurato.

Le fragole, terze in classifica con fino a 9 pesticidi diversi rilevati, sono frutti delicati privi di buccia protettiva, coltivati in pieno campo e trattati più volte a stagione. Figurano da anni nelle classifiche internazionali dei prodotti più contaminati, come la Dirty Dozen americana.
Le banane si collocano al quarto posto: nonostante la buccia spessa, i test del Salvagente hanno rilevato la presenza di 6 pesticidi anche all’interno della sola polpa, conseguenza dei trattamenti chimici post-raccolta usati per la conservazione durante il lungo trasporto dai paesi tropicali. Chiude la classifica la mela, il frutto più consumato dagli italiani: fino a 5 pesticidi rilevati per frutto, in grado di penetrare attraverso la buccia fino alla polpa.