Il Messico vuole vietare gli allevamenti di polpi: la proposta di legge per tutelare ambiente e benessere animale
A differenza di altri Paesi che stanno discutendo divieti, il Messico ospita già una struttura sperimentale dedicata all’allevamento dei polpi.
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IIl Messico potrebbe diventare uno dei primi Paesi al mondo a vietare completamente l’allevamento di polpi. Un nuovo disegno di legge presentato dal Partito Verde propone infatti di proibire su tutto il territorio nazionale l’allevamento di cefalopodi, tra cui polpi e specie affini.
La proposta punta a modificare la Legge generale sulla pesca e sull’acquacoltura sostenibile e arriva in un momento in cui cresce a livello internazionale il dibattito sull’impatto ambientale ed etico degli allevamenti intensivi di queste specie marine. Se approvata, la normativa renderebbe il Messico il secondo Paese dell’America Latina a muoversi in questa direzione, dopo una proposta simile presentata in Cile nel 2023. Il testo dovrà ora essere esaminato dalle commissioni del Senato prima di passare alla fase di voto.
I problemi dell’unico allevamento di polpi dell’emisfero occidentale
A differenza di altri Paesi che stanno discutendo divieti preventivi, il Messico ospita già una struttura sperimentale dedicata all’allevamento dei polpi. Si tratta dell’impianto di Sisal, nello stato dello Yucatán, gestito in collaborazione con l’Universidad Nacional Autónoma de México.

Secondo i dati raccolti negli ultimi dodici anni, la struttura ha registrato tassi di mortalità superiori al 50%. Circa il 30% delle morti è stato attribuito al cannibalismo tra gli animali, un comportamento spesso legato allo stress e alla convivenza forzata in spazi ristretti. Non solo. Per mantenere attivo il ciclo riproduttivo, l’impianto continua a catturare esemplari selvatici, comprese femmine gravide, dalle popolazioni naturali. Per molti ricercatori questi dati dimostrano che l’allevamento intensivo dei polpi presenta problemi strutturali difficili da risolvere.
Polpi, animali complessi e difficili da allevare
Uno degli argomenti centrali della proposta di legge riguarda il benessere animale. I polpi sono considerati tra gli invertebrati più intelligenti e complessi dal punto di vista comportamentale.
Secondo diversi scienziati e organizzazioni animaliste, mantenerli in sistemi di allevamento intensivo risulta problematico, perché si tratta di animali solitari e territoriali che soffrono condizioni di stress quando vengono confinati in ambienti affollati. Nel 2024 oltre 100 scienziati hanno firmato una lettera pubblica contro lo sviluppo dell’industria dell’allevamento di polpi.
L’impatto sulle comunità di pescatori e le preoccupazioni per la salute pubblica
La proposta di legge punta anche a proteggere le comunità di pesca artigianale. Attualmente in Messico il consumo di polpo proviene quasi interamente dalla pesca tradizionale. Secondo i promotori della riforma, l’eventuale sviluppo di allevamenti industriali potrebbe minacciare il reddito di queste comunità costiere.
Un altro elemento critico riguarda l’alimentazione degli animali: i polpi sono predatori carnivori e per essere allevati richiedono grandi quantità di pesce selvatico. Il rapporto tra mangime e produzione può arrivare a circa 3 chilogrammi di pesce per ogni chilogrammo di polpo, un fattore che molti esperti considerano ambientalmente insostenibile.

Il disegno di legge cita anche possibili rischi sanitari. Secondo l’approccio One Health, che collega la salute umana, animale e ambientale, l’acquacoltura intensiva può favorire la diffusione di antibiotico-resistenza e altre malattie. Tra i casi citati nel dibattito scientifico vi è la paragonimiasi, una malattia parassitaria associata al consumo di cefalopodi in alcune aree dello Yucatán.
Il Messico non è l’unico Paese a discutere di questo tema. Negli Stati Uniti alcuni stati, tra cui Washington e California, hanno già vietato gli allevamenti commerciali di polpi, mentre proposte simili sono state presentate anche a livello federale e in altri stati. Allo stesso tempo, però, progetti industriali per l’allevamento di queste specie sono stati studiati in diversi Paesi, tra cui Spagna e Messico.