Voli sempre più turbolenti? La colpa è anche del cambiamento climatico
Studi confermano che il cambiamento climatico sta alterando la circolazione atmosferica, rendendo più frequenti le turbolenze nei voli.
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NNegli ultimi anni, passeggeri e piloti hanno notato un aumento delle turbolenze durante i voli. Non si tratta solo di una percezione: la scienza conferma che il cambiamento climatico sta alterando la circolazione atmosferica, rendendo più frequenti e intense le cosiddette turbolenze in aria chiara, quelle che si verificano anche in assenza di nuvole e che risultano quindi più difficili da prevedere.
La cosiddetta turbolenza si verifica quando masse d’aria si muovono a velocità diverse, creando correnti irregolari che provocano improvvisi movimenti dell’aereo. Può causare disagio ai passeggeri e, nei casi più gravi, rappresentare un pericolo per la sicurezza del volo. Le turbolenze forti possono addirittura sollevare i passeggeri non allacciati ai sedili.
Voli sempre più turbolenti: il legame con il riscaldamento globale
Secondo studi scientifici, il riscaldamento globale sta aumentando la probabilità di turbolenze lungo le principali rotte aeree. Questo perché la crescita delle temperature superficiali della Terra e degli oceani modifica la distribuzione termica e dinamica degli strati atmosferici. In particolare, la corrente a getto – una fascia di venti molto forti che soffia a circa 10 km di quota – diventa più instabile, creando le condizioni ideali per lo sviluppo di turbolenze.

Già nel 2013, modelli climatici avevano previsto che entro la metà del XXI secolo le turbolenze moderate sarebbero aumentate del 10-40% e quelle forti fino al 170%. Dati storici confermano la tendenza: dal 1979 al 2020, nel Nord Atlantico le turbolenze in aria chiara sono aumentate del 55%, con un incremento soprattutto nello spazio aereo europeo sopra il Regno Unito e il Nord Europa.
Un fenomeno globale con ricadute concrete
L’aumento delle turbolenze è stato rilevato non solo sull’Atlantico, ma anche negli Stati Uniti, in Medio Oriente, nell’Oceano Indiano e in parti del Pacifico. Ciò riguarda alcuni dei corridoi aerei più trafficati del mondo, con implicazioni significative: tempi di volo più lunghi, maggior consumo di carburante, più emissioni di CO2 e rischi crescenti per i passeggeri. Gli esperti stimano che nei prossimi decenni la quantità di turbolenze intense potrebbe addirittura triplicare.
La turbolenza non è solo un problema di sicurezza, ma anche economico. Secondo Avtech, ogni compagnia aerea spende tra 200mila e 1,7 milioni di euro l’anno per manutenzione, riparazioni e rimborsi ai clienti. Inoltre, le deviazioni di rotta comportano maggiori consumi di carburante e complicano la gestione del traffico aereo.
Soluzioni tecnologiche e misure preventive: cosa si sta facendo?
Per affrontare il problema, il settore aereo sta puntando su nuove tecnologie: satelliti e intelligenza artificiale migliorano le previsioni, mentre aziende e centri di ricerca stanno testando soluzioni innovative come flap intelligenti ispirati al volo degli animali o sistemi che adattano in tempo reale le ali dell’aereo alle turbolenze. Tuttavia, molte di queste tecnologie sono ancora sperimentali.

Nel frattempo, alcune compagnie hanno adottato misure preventive pratiche. Negli Stati Uniti, Southwest Airlines interrompe il servizio in cabina prima di raggiungere le quote più turbolente, mentre Korean Airlines ha smesso di servire noodles per ridurre il rischio di ustioni durante sobbalzi improvvisi.
Il futuro dei voli in un clima che cambia
L’aumento della turbolenza è un esempio concreto di come il cambiamento climatico influenzi la vita quotidiana in modi inaspettati. I voli potrebbero diventare più lunghi, costosi e accidentati, con un circolo vizioso che alimenta ulteriormente il riscaldamento globale a causa delle maggiori emissioni. Per garantire la sicurezza dei passeggeri e ridurre l’impatto ambientale, sarà cruciale continuare ad investire in ricerca, innovazione e strategie di adattamento nell’aviazione.