Batterie esauste, in Italia quasi 9 milioni di kg raccolti nel 2025
Il Rapporto del CDCNPA fotografa un sistema in crescita sul riciclo delle batterie, ma lontano ancora dagli obiettivi europei.
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NNel 2025 in Italia sono stati raccolti 8.868.248 chili di rifiuti di batterie portatili, grazie a una rete capillare di oltre 15mila punti di conferimento distribuiti su tutto il territorio nazionale. È il dato centrale del Rapporto Annuale 2025 del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), presentato il 24 marzo a Milano, che offre al contempo un bilancio del sistema esistente e un punto di partenza per la transizione verso il nuovo quadro normativo europeo.
Batterie esauste, il calo che non è un calo
Rispetto al 2024 si registra una flessione del 14,6%, che a prima vista potrebbe sembrare un arretramento. Non è così, precisa il CDCNPA: la riduzione è quasi interamente riconducibile alla nuova classificazione delle batterie portatili introdotta dal Regolamento UE 2023/1542, che ha comportato la riclassificazione e l’esclusione di alcune categorie di rifiuti dai conteggi. Si tratta, in sostanza, di un effetto contabile legato al cambio normativo. A confermarlo è un dato significativo: la raccolta coordinata direttamente dal CDCNPA ha continuato a crescere anche nel 2025.

I punti iscritti al CDCNPA – punti vendita, centri di raccolta comunali, impianti di trattamento, grandi utilizzatori, centri di stoccaggio e di assistenza tecnica – hanno raggiunto quota 15.053, con una crescita del 3,56% rispetto all’anno precedente e del 37,45% negli ultimi cinque anni. Il Nord concentra oltre 7.300 punti, mentre Sud e Isole registrano la crescita più sostenuta, con un incremento del 5,66% nel numero dei punti disponibili per i cittadini. Oltre il 70% della rete è composto da punti vendita della distribuzione, ma il contributo principale ai volumi raccolti continua a provenire dai centri di raccolta comunali.
Raccolta delle batterie in Italia: la distribuzione geografica
Il Nord Italia guida la raccolta con 6.498.852 kg: in testa il Piemonte con 2.316.331 kg, seguito da Lombardia (1.870.127 kg) e Veneto (1.073.009 kg). Il Centro si attesta a 1.446.944 kg, con il Lazio primo contribuente a quota 547.847 kg. Il Sud e le Isole raggiungono complessivamente 922.452 kg, con la Campania in testa a 263.689 kg. Il rapporto include anche i dati sulle batterie industriali e per avviamento dei veicoli: i consorziati del CDCNPA hanno contribuito alla raccolta di 43.409.848 kg di questa tipologia, con una flessione dell’8,73% rispetto all’anno precedente.

Il Rapporto 2025 assume un valore particolare perché coincide con l’entrata in vigore del decreto legislativo 29 del 10 febbraio 2026, che recepisce il Regolamento UE 2023/1542 e ridisegna l’architettura istituzionale e operativa del settore, rafforzando il ruolo del CDCNPA come organismo di coordinamento nazionale.
La sfida che attende il sistema è però significativa. “Con un tasso di raccolta che oggi si attesta intorno al 31%, il nostro Paese è ancora molto distante dagli obiettivi europei e deve migliorare sensibilmente le proprie performance“, ha dichiarato Laura Castelli, presidente del CDCNPA: “La priorità sarà creare le condizioni perché il sistema cresca in modo costante e sostenibile“, ha aggiunto, annunciando accordi strutturali con Comuni, gestori del servizio pubblico, distributori e piattaforme digitali.